King Gizzard & The Lizard Wizard - I’m In Your Mind Fuzz

2014 (Heavenly Recordings)
psych-pop, rock

Ora che la Heavenly ha messo mano sull’ensemble più corrosivo e imprevedibile del rock psichedelico, le fruste sono pronte per il massacro pubblico dei ragazzi australiani: già vedo le prime accuse di normalizzazione e di fascinazione mainstream per “I’m In Your Mind Fuzz”, sento i corvi volare sulle note della press-release in cerca di incongruenze atte a sottolineare l’ennesima bolla di sapone.

Mi spiace deludervi, ma i poco più di 40 minuti del nuovo album dei King Gizzard & The Lizard Wizard sono un poderoso calcio nel culo a tutte le convenzioni della musica rock, un flusso mesmerico e ossessivo che assomiglia a un groove rituale, dove ognuno sperimenta nuove estasi post-peyote. Le prime quattro tracce sono un unico corpo affine al glorioso totem di “Head On/Pill”, ma più sregolato e meno autoindulgente, quasi uno sberleffo a chi sperava in una maturità senile dei nostri. Le due batterie sono sempre più incalzanti, l’armonica si sfilaccia sempre con più dissonanza, la voce si altera perdendo connotazione temporale e logistica, il blues si fa sempre più strada e il flauto suona come la vera novità del loro quinto capitolo discografico (sette con i due Ep).

Per i King Gizzard & The Lizard Wizard la registrazione a basso costo non è un vezzo, ma l’unica soluzione per trasferire su disco tutta l’irregolarità delle loro performance live, anche se la sensazione che “I’m In Your Mind Fuzz” sia registrato con tecniche lo-fi potrebbe essere smentita dalla loro attitudine a soluzioni sul campo sempre imprevedibili (non dimentichiamo l’album inciso con una serie di iPhone posizionati a mo’ di rete).
Non resta che goderne i frutti, in episodi al limite del rozzo che si sporcano di blues e psichedelia senza alcuna regola (“Satan Speeds Up”), a sua volta incastonato tra due droni lisergici denominati non a caso “slow jam” (“Slow Jam 1” e “Her And I - Slow Jam 2”).

Esilaranti come un gruppo mod e irriverenti come un gruppo di garage-punk, gli australiani si dimostrano ancora i più abili forgiatori di trance psichedeliche con meno di tre accordi, e non solo perché l’ottuso quartetto iniziale di “I'm In Your Mind”, “I'm Not In Your Mind”, “Cellophane” e “I'm In Your Mind Fuzz” offre in verità più variazioni (mono)cromatiche di una sinfonia di Beethoven, ma anche perché quando il gioco si fa serio è difficile restare immuni al loro fascino orgiastico e liberatorio. È proprio nei sette minuti del piccolo capolavoro “Am I In Heaven?” che è evidente la loro abilità di compositori e destrutturatori delle loro stesse creazioni liriche, al fine di superare la banalità dei revivalisti.

Non sperate di trovare momenti di relax o di calo di tensione in “I’m In Your Mind Fuzz”. Tra i citati gioiellini si nascondono ossessioni pop-funk dall’inattesa deriva underground (“Empty”) ed eclettici landscape a suon di flauto (“Hot Water”), il cui solo scopo è creare una continua estasi giaculatoria che vi renderà, se non felici, almeno spensierati.

Tracklist

  1. I'm In Your Mind 
  2. I'm Not In Your Mind 
  3. Cellophane 
  4. I'm In Your Mind Fuzz 
  5. Empty 
  6. Hot Water 
  7. Am I In Heaven? 
  8. Slow Jam 1 
  9. Satan Speeds Up 
  10. Her And I (Slow Jam 2)


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