Dall'incontro tra il cantautore Andrea Carboni (tre dischi in studio e un
live) e il
producer Francesco De Giorgio, entrambi pisani, nasce il duo dei La Polvere per il primo lungo, ma breve, "Punto". Il risultato è un'ennesima addizione al techno-pop crepuscolare discretamente in voga nell'epoca coeva.
Ballate dall'umore preoccupato, un po' alla
Royksopp, come "Bravi" e due produzioni di Matteo "NotMe" Pupa, "La mia città" e "La parte migliore" (questa la più deludente, una ruminazione
midtempo senza pepe), si stagliano in mezzo a ballate ipertecnologiche addobbate di suoni vintage ("Lasciami stare") che scadono volentieri verso la muzak da discoteca
d'antan ("I migliori di sempre", "Il posto all'Ermitage"), fino a tentare di sincronizzarsi con i moderni club (l'accelerazione di "Urlare forte").
Scelti tra ottocento partecipanti al bando Toscana 100 Band (piazzamento: quarantaseiesimo), che ha poi co-prodotto il disco. Per ciò che devono fare, i testi funzionano quasi tutti bene, a parte qualche indecisione nella ritmica (menzioni per "Lasciami stare", che prende abbrivio dai primi versi dell'"Annarella" dei
Cccp, e "Bravi", unico vero
j'accuse in una pozza d'esistenzialismo sentimentale), ma le canzoni sono di paglia.
Sound impersonale - c'è ma non si sente - mediocri rifiniture.