Siobhan Wilson - There Are No Saints

2017 (Song By Toad)
alt-folk, slackerwriter
Album sfaccettato e con l'ambizione di colpire in profondità e con una lenta, inesorabile progressione, questo terzo disco della (franco)scozzese Siobhan Wilson gode da un lato di un registro impeccabile, ma non di molta ispirazione nella scrittura. Si tratta di brani, per quanto dotati d'interpretazioni intense e arrangiamenti ben calibrati sullo spirito introspettivo del disco, così privi di identità melodica da risultare impersonali, al limite dell'inudibile per l'orecchio dell'ascoltatore.

Passa così in secondo piano la poliedricità della Wilson, che spazia da espressioni molto dirette, soprattutto nei testi ("Dear God", la serenata "Make You Mine"), a brani più ieratici, lied con lievi arrangiamenti orchestrali come "Disaster And Grace" e la title track, fino a concessioni slackerwriter ("Whatever Helps") e a discutibili velleità avanguardistiche ma, in fin dei conti, del tutto convenzionali ("Dystopian Bach"). Lo stesso dicasi per le calligrafiche e un po' stucchevoli incursioni francofone.

Ambizioni intellettuali che si scontrano con la sostanza inconsistente del disco e acuiscono quel senso di noia che rimane il vero succo di questo lavoro.

Tracklist

  1. There Are No Saints
  2. Whatever Helps
  3. Dear God
  4. Paris Est Blanche
  5. Disaster And Grace
  6. J'attendrai
  7. Incarnation
  8. Make You Mine
  9. Dark Matter
  10. Dystopian Bach
  11. It Must Have Been The Moon

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