Per quanti fossero ancora interessati a seguire quella linea immaginaria che dai Sound, dai Chameleons e dai Sad Lovers And Giants arriva fino agli Interpol e agli Editors, c’è un nuovo nome da segnare sulla mappa degli impagabili sognatori: Ropes Of Night.
La band di Colonia è stata fondata nel 2019 da Ralph Schmidt (Ultha, Planks) e Thomas Schindler (Ex-Unzucht, Veagaz) e durante la pandemia ha registrato le nove canzoni del disco d’esordio, “Impossible Space”, nello studio dell’amico Andy Rosczyk, a Colonia.
“Another Closing Door”, la canzone che apre la scaletta, ha tutte le caratteristiche della più classica darkwave: basso avanti nel mix, tastiere dietro ad accompagnare la melodia, batteria uptempo, chitarra ultra-romantica grondante lacrime e soprattutto la voce cavernosa di Schindler, a rendere credibile una storia di ordinaria melanconia.
Come nei più classici album pensati per essere stampati su vinile, dopo due canzoni "veloci", arriva la ballata strappalacrime: “Perfect Prison” è il tributo neanche troppo velato agli immortali Joy Division e a un’epoca che ha segnato la storia della musica pop. Le chitarre di Martin Stenger e Ralph Schmidt sembrano prendere quota girando su traiettorie elicoidali, aggiungendo energia cinetica pronta a far esplodere un uncino melodico che si incolla ai neuroni fin dal primo ascolto.
Di ballate così ce ne sono almeno un altro paio in scaletta: immaginatele a fare da colonna sonora alla nuova serie tedesca di successo tipo "Dark" e il déjà vu scomparirà all’improvviso.