Sogna di essere nato a New York, il musicista svizzero Björn Magnusson. E per il suo secondo album, “Nightclub Music & Ethereal Faith”, ha scelto di registrare parte delle canzoni nella tanto ambita realtà americana, catapultandosi con pieno fervore nelle sonorità più graffianti e malsane di Brooklyn e dintorni.
Dopo un primo album pubblicato nel 2016, “Almost Trasparent Blue”, Magnusson ha trascorso ben cinque anni in cerca della giusta ispirazione, concentrandosi più sull’attitudine dei propri idoli (
Lou Reed,
Suicide,
Patti Smith), che sull’estetica sonora. Il risultato è stimolante, singolare. Compito peraltro non facile, quello di calcare luoghi e ambiti musicali che tanto hanno dato alla cultura contemporanea e giovanile, ancor più difficile restare lucidi e consapevoli, nell’intento di voler racchiudere in dodici canzoni un sentire così potente e viscerale come quello creato dalla beat generation.
Björn Magnusson ci prova, anzi ci riprova, e dopo il mezzo disastro dell’esordio, questa volta riesce a convincere, nonostante manchi quel guizzo che possa farlo assurgere quantomeno a
cult album dei tempi correnti. Una lieve tendenza alla dissonanza (“Ethereal Faith”), un discreto contorsionismo compositivo (“New York Weather”, “Chinatown”), un lieve accenno alle geometrie della musica jazz (“A Masquerade, The Eternal Jive”) e sperimentale (“Separation Blues ”) e una sentita cover di un brano dei Suicide (“Ghost Rider”) sono comunque sufficienti a generare un flebile, positivo dubbio.
In attesa di ulteriori segnali che ci indichino il reale valore di Magnusson, va preso atto che “Nightclub Music & Ethereal Faith” è tutt’altro che un pedestre tentativo di emulare i propri idoli. Il secondo disco dell’artista svizzero è godibile e per nulla scontato: la disorganica malinconia dell’atonale gemito jazz di “Amsterdam Ave”, il graffio ben calibrato dello sghembo e rude pop-rock stile Reed di “Just Like Lightning ” e il psych-blues della splendida “Everybody's Got Something” sono sufficienti per archiviare il disco come un progetto promettente e fuori dal coro.