Traams - Personal Best

2022 (FatCat)
alt-rock, post-punk

C'è stato un periodo, a cavallo della metà degli anni Dieci, in cui i Traams erano uno dei progetti più interessanti (e meglio nascosti) della scena rock britannica. Un attimo fuggente incastonato tra il 2013 dell'esordio “Grin” e il 2015 del successivo “Modern Dancing”. Poi un lunghissimo silenzio, interrotto nel 2021 dai singoli “The Greyhound” e “Intercontinental Radio Waves” e infine dal terzo atto “Personal Best”, titolo forse scelto per convincere della bontà del prodotto una fanbase quasi tutta albionica o magari, chissà, per effettiva convinzione (l'autocitazione, in ogni caso, proviene dalle liriche del brano “Breathe”).

 

Quel che è certo è che i Traams di oggi sono qualcosa di diverso rispetto alla band che ricordavamo. Navigano ancora nei mari dell'alt-rock inglese, certo, e con ogni probabilità sono destinati a restare in quello che, prima ancora che un habitat naturale, assomiglia a un micro-cosmo congeniale al terzetto di Chichester, West Sussex. E tuttavia sembrano essere cambiate, di poco ma in modo sostanziale, le prospettive: robuste strutture post-punk si sono insinuate nel suono del combo albionico, a discapito di quelle esplosioni elettriche che erano il marchio di fabbrica – e l'elemento più esaltante, in definitiva – dei Nostri.

Se avete letto una punta di rammarico tra le righe, non vi siete ingannati. Gli otto brani di “Personal Best” hanno l'aspetto di bombe pronte a deflagrare, ma sperare in un innesco è vano. Il tutto tende ad appiattirsi su inediti livellamenti di voluta monotonia/introspezione, a tratti quasi Radiohead-iani (la prima parte di “The Light At Night”), altrove reiterati alla maniera della Beta Band (“Breathe”).
I crescendo non mancano, ma servono perlopiù a dare lo slancio alle pulsazioni motorik che sembrano essere diventate la nuova frontiera del progetto. Non è un caso che il miglior brano del lotto - “Sleeper” - si attesti esattamente su queste coordinate.

Motorik è anche il battito che guida “Hallie” e poi ancora “Comedown”, le canzoni più vicine alla precedente produzione: un piccolo, duplice colpo al cuore per chi, in tempi non sospetti, aveva scommesso due sterline sui Traams.

Tracklist

  1. Sirens
  2. Dry
  3. Breathe
  4. The Light At Night
  5. Sleeper
  6. Shields
  7. Hallie
  8. Comedown