Compiuta e cristallizzata definitivamente l'evoluzione da songwriter a compositrice elettronica, Carmen Villain continua a sviluppare un percorso artistico segnato dalla costante ricerca di soluzioni a lei inedite. A dilatare ulteriormente i margini sfocati di un lessico ambient cangiante concorre ora la sua prima incursione nel mondo della danza, collaborazione che la vede affiancata alla coreografa Eszter Salamon in qualità di autrice delle musiche di "Monument 0.10: The Living Monument".
Il materiale originale prodotto per la performance, eseguita dalla compagnia norvegese Carte Blanche, è una lunga suite di due ore e mezza concepita come vaporoso tessuto sonoro in lento e costante sviluppo che funge da perfetto ambiente aurale entro cui i corpi si muovono. Tessuti, voci e figure si ricompongono costantemente, prefigurando vere e proprie nature morte all'insegna del riciclo, scorci onirici definiti da cromie nette intersecanti differenti piani temporali. Sulla scena l'insieme funziona in modo ineccepibile dando origine a un universo sensoriale straniante profondamente evocativo.
Il disco distilla una parte minima del flusso, condensandola in cinque scenari risonanti che provano a restituire la dimensione immaginifica della piece. L'operazione, pur mantenendo la vividezza della valida ibridazione di trame strumentali, modulazioni digitali ed echi ambientali, conduce a un netto depotenziamento della materia sonora, a cui manca inesorabilmente il respiro dato dal tempo dell'azione scenica e dalla connessione profonda con l'atto performativo stesso. Il risultato è un itinerario certamente meno incisivo rispetto a quello del precedente "Only Love From Now On", scandito da striature new age e sentori hasselliani, un breve viaggio atmosferico che al netto della raggiunta perizia compositiva lascia tracce fin troppo deboli.