Spencer Krug - I Just Drew This Knife

2023 (Pronounced Kroog)
songwriter

Spencer Krug è davvero instancabile. Oltre a essere stato una delle due colonne portanti dei Wolf Parade, aver partecipato ai progetti Frog Eyes e Swan Lake, aver fondato MoonfaceSunset Rubdown, dal 2021, con “Fading Graffiti”, ha deciso di mettersi in proprio e inaugurare una carriera a suo nome.
Difficile continuare a trovare ispirazione dopo una produzione così ricca?
Per il geniale Spencer c’è sempre una soluzione.Ed è così che il rocker dell’Isola di Vancouver alla fine di una seduta di prove decide di ascoltare una serie di composizioni fatte nel periodo del lockdown dal giovane batterista/bassista Eli Browning. L’ascolto si rivela fatale, Krug rimane talmente affascinato che decide di illuminare con il suo magico tocco il lavoro del musicista. Ed ecco che, rimescolando, tagliando, ricucendo e aggiungendo passaggi e melodie scritte dal chitarrista Jordan Koop, quello che era il lavoro di Eli Browning diventa “I Just Drew This Knife”, terzo album marchiato Spencer Krug, ma per sua stessa ammissione un lavoro di gruppo con il duo Koop e Browing.

Questo modus operandi crea una frattura tra questo lavoro e i due precedenti. Via tutto l’armamentario acustico per lasciare spazio ad arrangiamenti più elettrici, con meno spontaneità e più struttura. Dall’indie-rock di “Fading Graffiti” e dal DIY forzato dal lockdown di “Twenty Twenty Twenty Twenty One”, Spencer Krug e soci atterrano su un rock maturo e sofisticato, ma fortemente debitore al passato. Infatti troviamo tastiere lunari alla "Rock Bottom" in “God Knows Why This Is Where I Love You”, un po' di Berlino bowieggiante in “Taxi After Taxi”, eleganza dandy in “Nostalgia Is The Rose” e tracce di psichedelia in “Love Song”.

Funzionano bene i cambi di dinamica di “Orcas” e i brani che lavorano per sottrazione, come la ballad noir “For Fear That Songs Come True” e l’incalzante finale trainato da basso e voce cariche di riverbero di “Something About The Real World”.
Meno convincente l’incontro tra la voce dolente di Krug e gli arrangiamenti troppo carichi di “Cry All Day”, il singolo scelto come apripista.
L’unico brano a firma Krug è “The Shadow”, un toccante piano e voce che sembra riprendere il discorso interrotto con i Moonface di “Julia With Blues Jeans On”.

La chiave di continuità con i lavori precedenti della produzione di Spencer Krug sembra risiedere nell’inquietudine che abita le canzoni.

And there are things I'm afraid to sing
For fear that songs come true

La paura del futuro, la disillusione, il senso di colpa continuano a scorrere tra i versi  di “I Just Drew This Knife”

 I just Drew this knife
And I know I can cut away the good
Or I can cut away the bad

E solo la coda dell’incalzante finale “Something About The Real World” segnala una volontà di distacco dal malessere con la creazione di un coltello capace di separare il bene dal male.
“I Just Drew This Knife” ci rivela uno Spencer Krug in movimento che si sta spostando verso nuovi lidi e, considerando la nota prolificità, non dovremo attendere molto per scoprire la destinazione.

Tracklist

  1. Cry All Day
  2. God Knows Why This Is Where I Love You
  3. Nostalgia Is The Rose
  4. Taxi After Taxi
  5. Orcas
  6. The Shadow
  7. Exonerator
  8. For Fear That Songs Come True
  9. Love Song
  10. Something About The Real World




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