Civilistjävel! - Följd

2025 (Felt)
ambient

La Svezia è da sempre uno dei motori che ha spinto Tomas Bodén a trasfigurare in suono le nostalgie della sua terra. Con il progetto Civilistjävel! ha dato vita a suggestioni oniriche dal sussurro lo-fi, adagiate su delicati fruscii ambient, in una serie di pubblicazioni che evocavano inquietudini minimal synth e una darkwave che, intrecciandosi con sussulti dub techno, ne assorbiva le inflessioni più languide e terse. Fin dall'inizio, quella di Bodén è un'arte tenue e crepuscolare, scolpita in contrasti misurati e costruzione sonora sommessa, tra immersioni sonnambule e drum machine che accennano fragili post-tribalismi.

Spogliato della grana che aveva caratterizzato le uscite precedenti, il suono di "Följd" si fa più pulito e meno denso: una nuova incarnazione, diretta e malinconica. È come se l'involucro, parte integrante delle precedenti opere, lasciasse spazio a un cuore permeato di trame evanescenti, come se a dirigere un'orchestra di spettri sbiaditi fosse un flebile bagliore sul punto di spegnersi. Ne scaturisce una comunione solitaria tra pochi strumenti, un dialogo sottile tra suoni elettronici e componenti materiche come organi e chitarre, tutti impegnati a cesellare un ordito sonoro gentile e nostalgico, ma anche brumoso e diluito.
Le tracce si susseguono come meste narrazioni dal respiro bucolico, come se l'idea di terriccio umido fosse stata tradotta in una palette strumentale da colonna sonora, mai teatrale. Emergono momenti di lirismo e grazia poetica, ma anche passaggi quasi perturbanti, umbratili. Privato del fruscio del nastro e rivelata l'essenza, il progetto continua a funzionare con una coerenza rara. Che sia una deviazione momentanea o il nuovo cammino, poco cambia: Bodén sa dove sta andando.

Tracklist

  1. XIII
  2. XIV
  3. XV
  4. XVI
  5. XVII
  6. XVIII
  7. XIX feat. Thomas Bush

Civilistjävel! sul web