Molti artisti usano l'escamotage del
side project per porre una differenza netta tra due stili: Avalon Emerson, però, va in una direzione opposta. La
producer statunitense ha saputo creare il giusto distanziamento tra le produzioni orientate al
dancefloor e quelle dalle spiccate venature
pop senza ricorrere ad
alias e sotterfugi. Al formato Ep ha relegato le uscite a cavallo tra i mille sottogeneri tech house; con il long playing, invece, ha proposto uno
storytelling più narrativo, da struttura canzone. Una distinzione già adottata nel
debut album "& The Charm" del 2023, il cui vanto stava nel calibrare un equilibrio tra il
beat programming da dj e la melodia indietronica.
Con "Written Into Changes" quella distinzione si spinge oltre, ormai slegata dai rigidi dettami dalla cassa dritta e interamente dedita ai luminosi circuiti dell'
alternative. Parliamo di canzoni limpide e accoglienti, che già nel titolo dichiarano l'intenzione di allontanarsi da qualcosa che, a sentimento, si traduce nella scena
baggy. Il risultato è un compendio di brani
catchy che alternano melodie allegre con testi più cupi, come in "Happy Birthday" e la strofa "
Too young to die/ Too old to break through".
Il retaggio da Berghain si rileva soprattutto nella ricercatezza dei synth, che avendo abbandonato il loro passato non sembrano però trovare una nuova dimora, soprattutto a causa di un arrangiamento complessivo troppo pieno per appartenere ai territori indie, ma troppo vuoto per essere dichiaratamente pop. Un bivio che nella prima metà del disco intriga e macina diverse potenziali hit, ma che nella seconda cede a un
filler dietro l'altro. È un periodo di cambiamenti, come dichiarato dalla stessa Emerson.