Music for a while
Shall all your cares beguile
(da "Edipo" di John Dryden e Nathaniel Lee, 1678)
Se è vero che un nome indovinato può aiutare ad attirare l'attenzione su una band, i francesi Revolver sono stati certamente molto poco lungimiranti. Prendendo spunto da uno dei dischi più famosi dei
Beatles, infatti, il trio formato da Ambroise Willaume (voce, chitarra, pianoforte), Christophe Musset (voce, chitarra) e Jérémie Archache (violoncello, voce) sceglie per il suo progetto pop un nome piuttosto inflazionato, utilizzato in passato almeno da un'altra quindicina di gruppi. A dispetto di questo, tuttavia, la Emi francese ha avuto occasione di accorgersi dell'esistenza dei Revolver capitando (per caso?) sul loro Myspace, ed è stato amore al primo ascolto.
Dopo aver affrontato le prove generali nel 2008 con un Ep
self-titled (altrimenti noto come "Pop De Chambre"), piccola gemma di pop cantautorale contenente anche alcune
alt-version di brani poi inclusi in "Music For A While", i tre
parisien esordiscono sulla lunga distanza con un lavoro più incisivo e accattivante, che trova nei
Fab Four una delle principali fonti d'ispirazione.
Il titolo "Music For A While" vuole essere un tributo a un famosissimo pezzo scritto per l'Edipo di Dryden dal compositore britannico Henry Purcell, al quale si ispirano la leggerezza barocca e la luminosa grazia dei brani, di quando in quando ombreggiati da vaghi sentori malinconici.
I retaggi di musica classica non sono circoscritti tuttavia alla citazione "d'autore" sottesa nel titolo dell'album: al
background prettamente pop-rock di Ambroise e Christophe, cresciuti a pane, Beatles,
Velvet Underground ed
Elliott Smith, fanno da contraltare gli studi classici di violoncello di Jérémie, che emergono nella raffinatezza e nell'equilibrata sobrietà degli arrangiamenti. Impalcature pop irresistibilmente
sixties ("Leave Me Alone", "Balulalow", "Get Around Town") infarcite di riferimenti alla tradizione cantautorale ("You Drove Me Home", "It's Alright") rappresentano il cuore di "Music For A While": al richiamo dei
quattro di Liverpool ("Balulalow", "Back To You", "A Song She Wrote") rispondono prontamente, dagli Stati Uniti,
Crosby, Stills & Nash ("Luke, Mike & John", "You Drove Me Home", "It's Alright"), mentre i cori dei tre parigini sembrano talora richiamare alla memoria le atmosfere disegnate da
Simon & Garfunkel ("Birds In Dm", "Untitled #2").
I brani di "Music For A While" sono permeati dalla freschezza gentile del
picking chitarristico, dal vivido calore delle note di pianoforte, dall'intensità decisa degli inserti di violoncello e dal languore vagamente blues del basso. La voce morbida e conturbante di Ambroise è impreziosita da una pronuncia imperfetta, leziosamente francese, che ben si adatta ai toni un po' "snob" dell'album, già anticipati anche dalle scelte stilistiche dell'
artwork.
Il principale merito del lavoro di esordio dei Revolver è quello di far convivere incisive melodie pop con composizioni classiche di matrice barocca, mantenendo da un lato la spensierata immediatezza della musica popolare e dall'altro l'eleganza ricercata della musica rinascimentale.
Il terzetto parigino non inventa nulla di eclatante e si limita a rielaborare e a mescolare stilemi già ben consolidati, ma ascoltando "Music For A While" non si può non credere alla promessa che ha ispirato il titolo dell'album: "La musica, per un po', ingannerà tutte le vostre preoccupazioni". Una promessa che i Revolver sembrano riuscire a mantenere appieno e senza alcuna apparente difficoltà.