White Lung - Paradise

2016 (Domino)
punk
Compiono dieci anni i canadesi White Lung, e festeggiano con un quarto full-length, licenziato dalla Domino Records. Alle spalle tre lavori: gli esordi al fulmicotone "It's The Evil" (2010) e "Sorry" del 2012, e un "disco della maturità", l'ottimo "Deep Fantasy" uscito due anni fa; tre album che messi insieme raggiungono a malapena un'ora di durata, nel segno di un punk-rock molto veloce e sempre attento alla melodia.
"Paradise" segna un altro passo verso una maggiore "accessibilità" del sound: la stessa frontwoman Mish Way in alcune interviste ha sottolineato l'ulteriore enfasi posta sul songwriting, a dispetto dell'etica punk che - a suo dire - vede l'evoluzione esclusivamente in ottica negativa.
Emerge inoltre la volontà di registrare un album dai suoni "attuali": “I wanted it to sound new. I wanted a record that sounded like it was made in 2016”.

Ed effettivamente l'accento posto sulla componente melodica si nota fin da subito: nell'iniziale "Dead Weight" troviamo un suono ripulito, sebbene riconoscibile nei suoi tratti fondamentali, quelli di un hardcore melodico che arriva però a lambire il power-pop in brani come "Below" e "Hungry".
Non hanno comunque smesso di graffiare, i White Lung: la chitarra di Kenneth Williams "viaggia" ancora alla grande, e in alcuni passaggi ("Kiss Me When I Bleed", "Demented" ) ritornano le più aggressive coordinate sonore delle loro precedenti fatiche.

La voce di Mish Way domina ancora una volta la scena, ed è una "voce" senza dubbio interessante la sua, anche per le lyrics, frutto della penna di un'appassionata femminista.
Del resto, la Way è laureata proprio in Scienze della comunicazione e porta avanti da tempo una parallela carriera come giornalista. Al suo attivo numerosi "pezzi" per riviste web e attualmente anche una "rubrica della posta", titolata "Ask Mish", sul magazine di Vancouver "Westender", dove tratta i più disparati quesiti in tema di sesso e dintorni.

Nella recensione del terzo disco rimarcavo lo scarso riscontro dei White Lung presso il pubblico italiano: a distanza di un paio di anni la situazione pare non essere cambiata, tanto che la penisola è ancora una volta assente dal loro tour europeo.
Vedremo se questo "Paradise" riuscirà a cambiare le cose, forte di un sound non ruffiano ma sicuramente più ammiccante che in passato. Per quanto mi riguarda, il verdetto è ancora una volta positivo: sebbene al momento "Deep Fantasy" resti il loro apice creativo, il nuovo lavoro ha tutte le carte in regola per guadagnarsi una heavy rotation.

Tracklist

  1. Dead Weight
  2. Narcoleptic
  3. Below
  4. Kiss Me When I Bleed
  5. Demented
  6. Sister
  7. Hungry
  8. I Beg You
  9. Vegas
  10. Paradise

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