Non c’è nulla che possa scandire la vita come il passare del tempo, dei giorni, dei mesi, di un anno. Per Rebekka Karijord (artista norvegese di stanza in Svezia), e Jessica Dessner (sorella dei più noti fratelli Dessner dei National) nei dodici mesi dell’anno sono racchiusi pensieri, riflessioni, paure, ostinazione e coraggio, sentimenti messi a dura prova durante la lavorazione di un album concepito sul sempre più problematico cambiamento climatico, in seguito turbato dalle vicende personali di Jessica Dresser: una diagnosi di cancro al seno.
“Complete Mountain Almanach” è il racconto di una forte amicizia e di una solidarietà femminile che non conoscono barriere. Rebekka Karijord fa sue le liriche scritte da Jessica Dessner (un vero e proprio libro di poesie) e le veste di eleganti e barocchi sonorità chamber-folk e neoclassiche: il risultato è una musicalità tanto densa quanto fragile.
Aaron e Bryce Dessner (fratelli di Jessica) provvedono a un munifico supporto strumentale: accordi di chitarra acustica e arrangiamenti d’archi e tastiere mai invasivi sottolineano con classe l’intensa poesia delle dodici tracce, mentre l’Orchestra sinfonica di Malmo assicura la propria presenza nelle pagine più appassionanti e sontuose dell’album.
Non c’è brano che non riveli caratteristiche peculiari e suggestivi elementi distintivi. L’eterea e ammaliante magia di “March” e l’asciutta ed essenziale poetica di “July” sono due facce di una stessa medaglia. Quello dei Complete Mountain Almanach è un lirismo fatto di parole scandite con il cuore, di silenzi accennati con candore, di storie intime difficili da raccontare e non sempre facili da abbracciare.
Non è un disco adatto alla vacua agitazione dei tempi correnti: le dodici canzoni che lo compongono sono destinate a chi ha tempo per riflettere e un'anima con la quale dialogare. Sono brani semplici e schietti (la tenue “August”), momenti d’intensa euforia armonica graziati da un’atipica e regale dolcezza (la seducente e amabile “February”).
Le due autrici non nascondono le più remote attitudini folk (“May”, “January”), musica e parole divengono linguaggio tangibile, a tratti solitario e aspro come la vita (“June”), ingenuo e sognante (“October”), talmente intimo da apparire gracile.
Rebekka Karijord è in un perenne stato di grazia: la sua voce accarezza con energica passione canzoni che accennano un lieve passo trip-hop (“April”), sottolinea con delicata eleganza armonie di rara fattura (la splendida “August”) ed eleva per un attimo la tensione emotiva dialogando con chitarre acustiche, cori e molteplici dettagli sonori (“November”), prima di regalare una struggente poesia che ben sintetizza gioie e dolori di un disco intriso di speranza (“December”), un percorso che per Jessica Dessner è contiguo al non facile tragitto verso la guarigione.
E’ difficile racchiudere con il solo ausilio delle parole tutte le emozioni messe in gioco dall’insieme di liriche, musiche, arrangiamenti e arte grafica di “Complete Mountain Almanach”. Un trionfo di creatività e immaginazione che richiede attenzione e discernimento per essere apprezzato fino in fondo.