Shackleton - Euphoria Bound

2026 (AD 93)
ethno-trance, post-dubstep

Sam Shackleton è da anni fra i protagonisti più eclettici del circuito electro internazionale, fra i principali esponenti del movimento dubstep, alimentato anche grazie alle pubblicazioni della sua etichetta, Skull Disco. Shackleton consegna con “Euphoria Bound” un lavoro fortemente ipnotico, un safari tecnologico in grado di unire pulsioni ancestrali e clubbing futuristico, dieci tracce che conducono l’ascoltatore dentro una giungla virtuale, dove le partiture del producer inglese tornano ad accettare la presenza del groove. Il sound è scuro, ha il sapore dei club londinesi più underground, ma "Euphoria Bound" più che un contenitore di musica per ballare punta a essere riconosciuto come un trattato di moderna musica psichedelica.

Percussioni tribali, sample spezzettati, interferenze dub, voci spettrali, loop frammentati, Shackleton intende sfidare l’ascoltatore, offrendogli però numerose aree di comfort. Sì, perché l’ambientazione – pur rivelandosi tutt’altro che rassicurante - non diviene mai particolarmente ostica, un percorso che rivela spunti decisamente egregi, specie in corrispondenza delle tracce 2-3-5, “Philistine Wavelength”, “Contagious Illusion” e soprattutto “The Unbeliever’s Pulse”, anche se la scelta del singolo apripista è poi andata a cadere sulla più solare (diciamo così…) “Crushing Realities”. Una serie di rituali afrocentrici guidati dal ritmo, dove la parola dubstep non scompare mai del tutto, confinata sullo sfondo, utile per contribuire all’elaborazione di un sound design ricchissimo di dettagli, ma senza ricorrere per forza alla seduzione facile del drop.

Influenze etniche, esplorazioni esoteriche, ascendenze indiane (presenti in “Elemental Dream”, e ancor più nel mantra conclusivo “Buried And Irretrievable”), esotismi post-moderni, un cosmo musicale ben definito ma privo di steccati, che non rinuncia allo spirito impro-sperimentale del jazz e persino a una chitarra in tremolo, posta fra le spire di “The Dream In Fragments”. Una ricerca estetica che potremmo incasellare alla voce ethno-dubstep, non priva di qualche rarefazione ambient, ma impacchettata in una forma stavolta sostenuta dal ritmo. Vibrazioni positive per tutti coloro che amano esplorare territori sonori posti oltre i confini classici della musica elettronica.

Tracklist

  1. Elemental Dream
  2. Philistine Wavelength
  3. Contagious Illusion
  4. Crushing Realities
  5. The Unbeliever's Pulse
  6. When Memory Ceases
  7. The Past Awakening
  8. The Soul Of Everything
  9. The Dream In Fragments
  10. Buried And Irretrievable

Shackleton sul web