Come un segnale radio intercettato nello spazio profondo: una locomotiva cosmica che trascina il soul fuori dal corpo e lo innesta in una macchina. Dai giovani americani al terzomondismo "berlinese" si passano in rassegna stazioni su stazioni, "e sai che barba!" bofonchierebbe qualcuno a leggerla così. Invece, 50 anni dopo, "
Station To Station" di
David Bowie è ancora la più grande succursale di
funk mutante, di
soul che non pretende di avere la pelle nera, di
glam che si fa fashion, di danze libere che diventano coreografie. E il suono? Perché non invecchia?
Tra anima nera e macchina cosmica: Station To Station 50 anni dopoMarco e
Davide, in pratica White Duke e
whitedukeno, timbrano velocemente i biglietti e corrono, ancora una volta, a casa dell'uomo che cadde sulla terra
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