Come autore di alcune tra le canzoni più funeree mai scritte, non stupisce che Nick Cave abbia riflettuto a lungo sulla colonna sonora del proprio funerale. Ma non è solo una questione di passione per il lato oscuro dell’esistenza. Per King Ink è anche una considerazione da ascoltatore appassionato e onnivoro, sempre pronto a mettere sul piatto un disco nuovo o un vecchio vinile. Per questo, quando qualcuno gliel’ha chiesto sulla piattaforma The Red Hand Files, il sito in cui risponde direttamente alle mail dei fan, il cantante di “Your Funeral... My Trial” aveva già una risposta pronta. E molto chiara.
Tutto è nato dal messaggio di un fan che raccontava di aver appena perso il padre e di avergli organizzato un funerale a tema Elvis. “No, non ci siamo vestiti con le tute bianche,” scriveva, “ma la bara aveva foto e testi di Elvis, e per lui abbiamo fatto suonare le sue canzoni”. Poi, la domanda a Cave: “Non so se qualcuno te l’ha mai chiesto su The Red Hand Files, ma quali canzoni vorresti per il tuo funerale?”. “Mi ha commosso molto la tua lettera - ha risposto il cantautore australiano - Sono sicuro che tuo padre sarebbe stato felice del suo funerale dedicato a Elvis. Pensandoci, anche io sarei felicissimo di averne uno così – essere accompagnato nell’altro mondo dalla voce del più grande cantante rock ‘n’ roll di sempre. ‘Kentucky Rain’, ecco cosa vorrei, ‘Kentucky Rain’ e ‘How Great Thou Art’: Elvis che canta gospel, con il cielo e tutti i suoi angeli in ascolto. È stato un gesto bellissimo per tuo padre. Sembra che tu abbia fatto davvero un ottimo lavoro”.
“Kentucky Rain”, scritta da Eddie Rabbitt e Dick Heard, è la storia di un uomo che, in una notte fredda e piovosa, esce a cercare la donna che lo ha appena lasciato, lasciandolo a fissare il vuoto nel letto. Elvis la incide durante le due settimane di sessioni all’American sound studio di Memphis, da cui nel 1969 ricava il materiale per due dischi di successo: “From Elvis In Memphis” e “From Memphis To Vegas/ From Vegas To Memphis”. Curiosamente, “Kentucky Rain” non finisce su nessuno dei due album, ma viene pubblicata come singolo e arriva fino al numero 16 della classifica Billboard hot 100, raggiungendo il numero 3 nella graduatoria Adult contemporary. Entrerà solo dopo nelle ristampe: viene inclusa nella riedizione del 2000 di “From Elvis In Memphis”, dopo essere apparsa per la prima volta sulla raccolta del 1970 “Worldwide 50 Gold Award Hits Vol. 1”. Nel 1978, l’anno della morte di Presley, Rabbitt pubblicherà anche una sua versione di “Kentucky Rain” sull’album solista “Variations”.
In realtà, però, alla stessa domanda Nick Cave aveva già risposto in passato, fornendo un'altra risposta, di segno completamente differente. L'artista australiano aveva infatti indicato un brano di Kanye West, "I Am A God", come la colonna sonora ideale per il suo funerale. A questo proposito, lo scorso gennaio, un fan tedesco, Jörg, ha formulato a Cave questa domanda: “Si dice che si dovrebbe separare l'arte dall'artista. Io non riesco a farlo. I miei eroi d'infanzia sono diventati mostri. Ora leggo che la canzone 'I Am A God' di Kanye West dovrebbe essere suonata al tuo funerale. Come diavolo puoi ascoltare quella canzone senza vedere la sporcizia di essere umano che Kanye è diventato?”. Con estrema pacatezza e con una lunga argomentazione, il 67enne cantautore di Melbourne ha risposto al suo interlocutore: "Ho ricevuto numerosi messaggi di forte disapprovazione per la mia passione per la musica di Kanye West. Si è speso molto tempo ed energie per condannare il nazismo, l’antisemitismo, la vendita di t-shirt con la svastica e persino il gesto di costringere la propria fidanzata a posare nuda sul tappeto rosso dei Grammy. Su questi punti, sembra che possiamo essere tutti d’accordo. Tuttavia, vorrei mettere in discussione l’idea che arte e artista possano essere separati... Quando parliamo di Kanye West - prosegue ancora Cave nel suo messaggio - parliamo di un artista che sa trasformare il caos interiore in qualcosa di sublime. Questo è il dono più grande dell’arte: la capacità di estrarre bellezza dal disordine, di trascendere la nostra natura imperfetta. È quello che fa Kanye. È quello che cerco di fare io. Ed è ciò che spinge ogni vero artista..Q ualsiasi essere umano può compiere qualsiasi azione. L’umanità è imperfetta, ma è anche capace di creare meraviglie – cose belle, ispiratrici, selvagge, audaci. Possiamo scegliere di vederle. Per quanto odiosi e ripugnanti siano certi pensieri espressi da Kanye - conclude il cantautore di Melbourne - e per quanto l’antisemitismo sia una piaga persistente, io continuo a cercare la bellezza ovunque si manifesti. Non voglio sacrificare il meglio di noi nel tentativo di punire il peggio. Non possiamo permettercelo".
Di recente, Nick Cave ha anche inviato ai fan un messaggio incentrato sul tema della speranza, opposto alle pulsioni autodistruttive che hanno contraddistinto lunghi tratti della sua carriera. Attraverso il suo canale web "The Red Hand Files", il bardo di Melbourne ha scritto: "La speranza è un temperamento emotivo che incoraggia il cuore a essere attivo, è una condizione, uno stato d'animo, un'aura dell'essere. È un'impresa dell'immaginazione, sia coraggiosa che ingegnosa, una vitalità che ci ispira a intraprendere azioni innovative per difendere il mondo. La speranza è essenziale per la nostra sopravvivenza e il nostro prosperare". Facendo poi riferimento al suo libro autobiografico del 2022, intitolato "Faith, Hope And Carnage" e incentrato sulle riflessioni e le implicazioni avute nella propria vita dalla morte del figlio quindicenne Arthur nel 2015, il cantautore di Melbourne ha proseguito: "In 'Faith, Hope and Carnage' ho scritto: 'La speranza è ottimismo con il cuore spezzato'. Ciò significa che la speranza ha una maturata comprensione della natura dolorosa o corrotta delle cose, ma si eleva per occuparsi del mondo anche se è ancora lì. Comprendiamo che la nostra demoralizzazione diventa l'ostacolo più serio al miglioramento del mondo. Nella sua forma attiva, la speranza è un gesto supremo di amore, un dovere radicale e audace, mentre la disperazione è un rifiuto stagnante della vita stessa. La speranza diventa l'energia del cambiamento".