Bomba Estéreo

Amanecer

2015 (Sony) | electropop, digital cumbia, hip hop, latin music

Quarto album per il quartetto colombiano composto da Simón Mejía (synth e basso), Liliana Saumet (voce), Julián Salazar (chitarre) e Andrés Zea (batteria), primo per la Sony Music. Con il suo spericolato miscuglio di cumbia, electropop, dub, rap e folk latino, la band si è imposta fra i nomi di punta della scena alternativa latinoamericana, diventando popolarissima in patria e attirando l’attenzione di molti appassionati anche al di fuori, tanto da finire a suonare nei festival di mezzo mondo, da Glastonbury in giù.

L’ascoltatore occidentale tende sempre ad apprezzare le contaminazioni interculturali quando operate da musicisti con cui è familiare. Generazioni di intenditori sono andate in brodo di giuggiole ascoltando Eno e Byrne giostrarsi fra ritmi africani e canti tibetani, solo per citare un caso nobile. Quando invece sono quelle culture a prendere i nostri suoni, improvvisamente diventano “arretrate” e “costrette” a inseguire le nostre invenzioni per rimanere competitive. Un atteggiamento monodirezionale, che giustifica un prestito e ne condanna uno del tutto speculare, e che è alla base del disinteresse di molti di noi per scene situate ai confini dell’Impero, ma che ben poco avrebbero da invidiargli.
Bando ai piagnistei a ogni modo, anche perché poco si addicono a un disco brulicante di vita. Per il loro salto d’etichetta, la band ha potuto usufruire di un regista di grosso calibro quale Ricky Reed, già con Icona Pop, Twenty One Pilots e Jason Derulo. In termini di creatività è probabilmente stato più lui che la band a guadagnarci, dal momento che nessuno dei suoi protetti finora gli aveva consentito una simile libertà. Il suono di “Amanecer” è una giostra, un inno alla contaminazione che trova pochi rivali per fantasia e professionalità.

La title track apre con dei beat urbani che rivaleggiano con quelli di Jamie XX, ci stende sopra un velo d’elettronica d’atmosfera, poi lascia libera la Saumet di alternarsi fra le scariche rap delle strofe e l’epica malinconia del ritornello. Il singolo “Somos dos”, subito un successo dalle loro parti, è un soffuso ballabile sospinto da percussioni programmate e tastiere fluttuanti. “Sólo tú” è un’irrefrenabile cumbia traversata da bassi saturi, complessi intrecci di suoni cibernetici e controcanti eterei, uno dei momenti che meglio mostrano la capacità del trio nel rimescolare le proprie radici in un’ottica di fruibilità globale, creando musica in invidiabile equilibrio fra orgoglio e apertura mentale.
“Voy” è una sorta di r’n’b metallico, con suoni distorti e battiti spezzati, in netto contrasto con gli accordi acustici della tenera “Mar (lo que siento)” o con il fischiettio scanzonato di “To My Love”, che peraltro evolve in un ritornello trionfale, dove la Saumet mostra al meglio le sue capacità vocali e la sua emotività meticcia. Brani più lenti e tristi come “Raíz” e “Algo está cambiando” sono il perfetto compimento di un album arcobaleno, che si premura di non lasciar fuori alcuna sensazione.
Anche i due momenti in apparenza più canonici, “Caderas” e “Soy yo”, vaghi parenti dei pasticci cartolineschi di M.I.A., si sviluppano con una sensibilità del tutto storta rispetto a quella a cui siamo abituati in un primo mondo sempre meno primo.
I chitarristi avranno piacere di notare lo stile peculiare di Salazar, profondamente piantato nel folk locale come progressioni e trovate melodiche, ma moderno – se non addirittura futuristico – per quanto riguarda effetti e timbriche. I suoi ricami attraversano nove degli undici brani, senza mai essere invasivi, ma arricchendoli profondamente a livello armonico, ricoprendo così una funzione non meno importante delle tastiere di Mejía e dei loro certosini incastri.

Di recente una delle canzoni, “Fiesta”, è stata remixata in occasione di un duetto con Will Smith, che ha avuto il merito di far circolare il nome dei Bomba Estéreo anche negli Stati Uniti. Tuttavia, la versione dell’album senza la superstar di mezzo è molto più godibile.

(24/12/2015)

  • Tracklist
  1. Amanecer
  2. Caderas
  3. Somos dos
  4. Soy yo
  5. Fiesta
  6. Voy
  7. Algo está cambiando
  8. Mar (lo que siento)
  9. To My Love
  10. Sólo tú
  11. Raíz




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