Wartime Blues

April, Texas

2015 (self released) | alt-folk, chamber-folk, songwriter

Quanto ti senti sul tetto del mondo, è il momento di guardare bene dove metti i piedi: potresti ritrovarti in un istante in fondo al precipizio.
È quello che capita – letteralmente – al protagonista di “Build A Sun”, ma è un po’ anche la storia di Nate Vernon (nessuna parentela con quel Vernon…) e dei suoi Wartime Blues. Che hanno rischiato di sciogliersi ancor prima di dare alle stampe “April, Texas”, terzo (e sinora più brillante) capitolo della loro discografia.

È il 2012 quando Vernon e compagni decidono di lasciare i boschi di Missoula, Montana, per andare in cerca di fortuna a Austin. Gli occhi sono carichi di speranze, ma la realtà è un’altra cosa: “Era caldo, pieno di sole e terribilmente piatto”, ricorda Vernon. “Potevi vedere per miglia e miglia in ogni direzione. Nient’altro che un cielo blu pieno di foschia, una cappa di umidità, erba polverosa e asfalto”. Qualche mese lì e per lui non c’è alternativa che mollare tutto: il Texas, la band, la musica.
Potrebbe essere la parola fine: un lavoro in un coffee shop, uno stage presso la redazione di una rivista per cacciatori di alci (ebbene sì, a Missoula capita anche questo…) e il resto dei sogni chiuso a chiave in un cassetto. Ma è sul fondo del precipizio che le cose possono cominciare a cambiare davvero. “A un certo punto qualcosa è scattato e ho ricominciato a scrivere canzoni come un torrente in piena”. L’inizio della seconda vita degli Wartime Blues.

“La gente sentendo il nostro nome pensa a una blues band di cinquantenni”, sospira Vernon. Niente di tutto questo: è da un verso di “Howl” di Allen Ginsberg che viene la ragione sociale del gruppo e il loro nume tutelare dichiarato è lo Springsteen di “Nebraska”. Sin dall’attacco di “The Island”, le architetture acustiche dei brani sembrano puntare all’Americana in chiaroscuro di gente come Frontier Ruckus e Weather Machine, con il timbro asciutto di Vernon accompagnato da un delicato intreccio di archi e armonie vocali.
C’è l’ombra dei primi Okkervil River nel mandolino che sostiene gli accenti folk di “Your Girl In Black Top”, c’è la solennità di certe ballate a firma Micah P. Hinson nel ripetersi della litania di “Nebraska”. L’anima cantautorale degli Wartime Blues, più evidente che mai tra gli accordi scarni di “Amarillo #2”, va a coniugarsi con un respiro cameristico più arioso, che sul crescendo di “Poor Sights” si veste di tastiere, violoncello e pianoforte. Una duplice personalità riassunta in maniera emblematica da “West Texas River”, presentata prima come una ninnananna dal sapore antico, in duetto con Carly Fetzer, e poi in una ripresa strumentale posta ad epilogo del disco.

Come puntine da disegno sul foglio di una mappa, luoghi e memorie del Texas segnano le coordinate dell’album: Amarillo e lo sguardo di una ragazza al rodeo, Fredericksburg e le luci di un motel sulla highway 71. Ma l’atmosfera che percorre i brani riflette più il calore di quella casa in riva al lago, nel cuore del Montana, dove nel giro di una settimana “April, Texas” ha preso forma. Un disco più soffuso e meno spigoloso rispetto ai precedenti, a detta dello stesso Vernon, “il che è strano visto che contiene alcune delle canzoni più dense che penso di aver scritto da molto tempo a questa parte”.
L’intensità, in questo caso, fa rima con la leggerezza: basta ascoltare lo srotolarsi flessuoso di “Fredericksburg”, o il modo in cui i cori di “Build A Sun” pescano nel gusto pop di M. Ward, aggiungendoci un po’ della grazia di Andrew Bird. E anche la sconfitta diventa l’inizio di una nuova occasione, della possibilità di rialzarsi dopo essere finiti a terra: “If I start now I can fix this, if I start now/ Before the morning bell/ Builds another sun”. Perché quello che conta è “andare avanti nonostante il ripetersi dei fallimenti, riuscire quasi a esultare di fronte al continuo fallire in tutto. Alla fine qualcosa di buono dovrà venirne, giusto? O forse no, ma è questa l’unica cosa da fare: continuare ad andare avanti”.

(17/12/2015)

  • Tracklist
  1. The Island
  2. Your Girl In Black Top
  3. Amarillo #2
  4. Fredericksburg
  5. Build A Sun
  6. West Texas River
  7. Poor Sights
  8. Nebraska
  9. Drying Out
  10. West Texas River [Reprise]


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