Sublime

Il suono di Long Beach

di Andrea Queirolo

Quintessenza dello spirito della California del Sud, i Sublime sono stati uno dei piccoli, grandi fenomeni underground degli anni 90 in America. Una storia di straordinaria vitalità e fantasia, conclusa, però, nel più tragico dei modi...

Brad Nowell (chitarra, voce), Eric Wilson (basso), Bud Gaugh (batteria): Sublime. Poche parole per definire uno dei fenomeni più squisitamente underground degli anni Novanta: 30,000 dischi venduti in due anni e senza un distributore.

I Sublime incominciarono la loro avventura il 4 luglio 1988 dal vivo al "Peninsula Riot" di Long Beach, e il loro movimento silenzioso si mosse pian piano ed esplose nel '92, anno in cui entrarono in affari con la Skunk Records, la famosa etichetta di Long Beach.

Il risultato fu appunto 40 oz. To Freedom: il disco, che ancora oggi risulta come uno dei più venduti in ambito underground, fu registrato amatorialmente, praticamente in casa. Nowell, ricorda cosi i bei tempi: "Vendevamo i nostri dischi in giro, con la macchina". Fu un mix micidiale di dub, reggae, ska, punk, funk, rock e hip-hop a consacrare il gruppo (perché è di un vero gruppo di amici che si parla) nell'ambiente cittadino e nei dintorni. Già dall'apertura della prima traccia, "Waiting For My Ruca", si può capire come il loro suono non si sia mai sentito da nessuna altra parte: un assolo di basso così dub e cosi reggae si mischia a un colpo di batteria, e la voce di Brad si eleva fra un paio di scratch che richiamano l'hip-hop: questa è sostanzialmente la vera essenza della band.
L'album prosegue con la traccia che dà il nome al disco, nella quale la chitarra di Nowell si impenna fra ritmi reaggae e puri riff rock, mentre la terza, "Smoke Two Joints", con un richiamo al rapper Eazy-E, fa capire gia dal titolo quale sia la tendenza dominante. E' con brani come "New Trash" e "Hope", invece, che la band fa suo il punk, per poi cambiare ancora dandosi a un dub intrecciato con l'hip-hop in "Don't Push" e "Let's Go To Be Stoned".
Lo ska-punk folgorante di "5446: That's My Numberball & Chain" e "What Happened?" è quasi di routine per i Sublime, che raggiungono la vetta con la simil-ballata "Badfish" (tormentone per tutti i gruppi di Long Beach che ne seguiranno la scia) e la sorprendente "hit" "Date Rape", che racconta un incontro fra un ragazzo e una ragazza che non finisce proprio per il verso giusto.
Le penultime due tracce, registrate dal vivo davanti a un gruppo di amici e mixate in un momento successivo, sono sorprendentemente acustiche: "Krs-One" è dedicata all'omonimo rapper, uno dei principali riferimenti della band, mentre "Rivers Of Babylon" e' un omaggio al reggae. A chiudere il disco, "Crucial Thanks", superbo dub "arabeggiante", con ringraziamenti e saluti.

I Sublime si danno da fare con tour e promozioni, facendo uscire il loro secondo disco Robbin' The Hood nel 1994. Sempre registrato "in casa", il disco è formato da 22 tracce, per di più in stile dub/rap dalla durata breve, dal minuto ai tre, pochi i cantati, ma sicuramente di grande effetto: "Greatest Hits" dice tutto e "Saw Red" (uno ska schizofrenico) vede anche la complicità dei No Doubt. "Freeway Time In La County Jail" e' un blues lento e malinconico che commuove, mentre la chicca dell'intero lavoro e' "Boss Dj", la confessione acustica di Brad Nowell.
Robbin The Hood vende 2.000 copie in meno di due settimane e sembra lanciare pian piano il gruppo verso la meritata fama. Sfortunatamente e tragicamente, gli eccessi e l'abuso di eroina portano alla morte Brad Nowell: il 25 maggio del 1995, viene trovato morto in una camera di un hotel a San Francisco, proprio qualche mese prima dell'uscita del nuovo disco.

Dopo un anno circa dalla rimpianta scomparsa di Brad, il terzo disco della band, Sublime, schizza nella Billboard's Top 20 e entro la fine del 1997 vende più di due milioni di copie, grazie soprattutto al singolo "What I Got" (premiato come "miglior video alternativo" agli Mtv Awards), citazione probabile di "Lady Madonna" dei Beatles. Le altre tracce notevoli sono: "Santeria", orecchiabile ballata; "Caress Me Down", reggae dei piu classici; "April 29, 1992 (Miami)" dub/rap dei più riusciti.
Le canzoni più innovative sono sicuramente "Same In The End" nella quale il gruppo mescola punk-rock allo ska in modo devastante e soprattutto "Doin' Time", melodia ballabile costruita attorno all'omonima composizione di Gershwin.

Eric e Bud, gli altri membri del gruppo, fecero uscire negli anni seguenti una raccolta di brani inediti e di remix dal titolo Second Hand Smoke (1997), il live Stand By Your Van (1998) e soprattutto Sublime Acoustic: Bradley Nowell & Friends (1998), raccolta di canzoni, interamente acustiche, che vedono Brad alla chitarra esibirsi in pezzi del proprio repertorio e in una particolare medley dedicata a Bob Marley; la qualità del suono non è delle migliori, ma il materiale è ottimo e interessante.

La combinazione dei suoni dei Sublime fu la sintesi della naturale cultura della gioventù di Long Beach e della California del Sud. Un repertorio che spopolò nel circuito underground americano dei 90, ma che avrebbe meritato anche una più ampia diffusione.

Sublime

Il suono di Long Beach

di Andrea Queirolo

Quintessenza dello spirito della California del Sud, i Sublime sono stati uno dei piccoli, grandi fenomeni underground degli anni 90 in America. Una storia di straordinaria vitalità e fantasia, conclusa, però, nel più tragico dei modi...
Sublime
Discografia
40 oz. To freedom (MCA, 1992)

7,5

Robbin The Hood (MCA, 1994)

7

Sublime (MCA, 1996)

7

Second Hand Smoke (MCA, 1997)

5,5

Stand By Your Van (MCA, 1998)

5

Sublime Acoustic (MCA, 1998)

6

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