Yumiko - Lividi

2008 (Black Coffee Records)
electro, synth-pop

Risulta davvero difficile scrivere di un disco del genere, imbarazzante sia per chi scrive, sia per chi dovrà leggere queste poche righe, eventualmente i diretti interessati. Dispiace dirlo, ma “Lividi” è una copia sbiadita e patinata dei primi Subsonica, fra riferimenti diretti al synth-pop di marchio inglese e il pop/rock che va di moda fra gli adolescenti in Italia (Zero Assoluto in primis).

La parte iniziale è un puro stillicidio, le canzoni scorrono via senza un minimo sussulto fra ritmi banali e chitarre elettriche suonate con enfasi da stadio. I testi, anch’essi, inciampano fra intenzioni ermetiche e banali metafore non-sense. Nei frangenti finali le sorti si raddrizzano leggermente con “L’uomo alla porta” e  “Anestetico”, soffuse e fortemente influenzate dal trip-hop di Bristol. Ma non basta, è davvero troppo poco per strappare un giudizio positivo. Bisognerà ripartire proprio da questi due ultimi episodi per tentare di mettere insieme una manciata di canzoni perlomeno dignitose.

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