Non so quanti di voi, due anni or sono, ebbero la fortuna di ascoltare “Dig Yourself”, primo disco ufficiale di questo combo americano che al noise unisce quello che loro stessi definiscono “nichilismo romantico” (il tutto, ovvio, in versione dannatamente, forzatamente lo-fi). I distratti, oltre ad andare a recuperare quel piccolo gioiellino indisponente, hanno ora l’occasione, con questo gustosissimo “Present The Paisley Reich”, di fare la conoscenza di una band che merita rispetto e attenzione. Tra l’altro, incidono per la Siltbreeze, e chi vuol capire, capisca!
Un-due-tre, e si parte con “Imagine Dead John Lennon”, sonic punk sacrilego e stridente, come alluminio pestato. Un suono claustrofobico, anche quando nasconde buone vibrazioni, roba tipo trash-pop per un mondo deviato (“Devo & Wine”). Ho un debole per questa band, non lo nego. Quando poi rifanno i Dead C in versione garage, me ne vado in brodo di giuggiole (“Little Amps”).
Ci sono, inoltre, bluesacci sgangherati che è un piacere (“New Times, New Hope”), brutture (“Stay Atlantis”) e primitivismi (“Lover's Lane”) insistiti, power-pop sciatto, ma con la voglia di fuggire via nel cuore (“Teenage Lust!”), detonazioni sacrosante e benedette (“Ladders”), rockabilly fracassone (“Common Cold”).
Poi, scava scava, e ti accorgi che anche loro hanno bisogno d’affetto (vedi l’incrocio malinconico Unrest/Pussy Galore di “Love Your Daughters”), perché la nostalgia canaglia li frega (la fanfarina circolare di “Let Your Hair Grow Long”). Però, suvvia, sbruffoni lo sono, e non fanno niente per nasconderlo (“Hiding In Machines”).
Bravi, ancora una volta.