Gunesh

31-08-2025
morozov_600In occasione di della retrospettiva sui Gunesh, ho deciso di riportare un’intervista effettuata per il sito rottersclub che ho avuto il grande onore di realizzare nel 2011 con Stanislav Morozov, sassofonista, direttore artistico e figura chiave del gruppo insieme a Rishad Shafi. All’epoca Morozov viveva in Germania, dove ancora oggi continua a suonare con la stessa passione e dedizione di allora, mantenendo la sua attività nelle band citate nell’intervista e dedicandosi anche all’insegnamento della musica. Questa testimonianza diretta ci offre uno sguardo personale e approfondito sulla storia, le sfide e le vittorie dei Gunesh, narrate da uno dei loro protagonisti principali.

Ciao Stanislav, puoi dirci quando e come sei entrato nei Gunesh?
Sono entrato nel 1975. I Gunesh esistevano dal 1970, ma erano molto poco conosciuti al di fuori del Turkmenistan. Conoscevo un musicista di un’altra band che era anche membro dei Gunesh. È stato tramite lui che entrai a far parte dei Gunesh. La cosa che mi impressionò maggiormente fu che avevano un’attrezzatura molto buona, anche la paga era buona e non dovevo lavorare troppo. Inoltre non avevano molti concerti da fare, la loro base era la Tv del Turkmenistan.

So che durante il regime comunista ogni gruppo Via doveva avere un direttore musicale. Eri tu il direttore musicale della band?
Ho assunto tale ruolo molto tardi. All’inizio il direttore musicale era un uomo designato dal partito. Questo permetteva al gruppo di ottenere quell’ottima attrezzatura.

Il vostro primo Ep è stato pubblicato sul lato B di un album degli Abba e contiene quattro canzoni di folk tradizionale. Eravate in qualche modo "obbligati" a suonare musica popolare?
No, non eravamo obbligati a suonare musica folk. Era quasi l’opposto. Era una nostra scelta, ma noi eravamo comunque obbligati a suonare la musica patriottica di partito che celebrava Lenin.

Nell’album "Rishad Shafi Presents Gunesh" non ci sono tutte le canzoni dei primi due album. Come mai?
Questo album era semplicemente un misto di canzoni degli album precedenti. Una sorta di "Best Of". Non so perché non sono presenti tutte le canzoni.

Ho appreso con dispiacere che Rishad è morto il 4 novembre del 2009. Come è successo?
Ha avuto un infarto. Stava giocando in una squadra di calcio composta da tutte star della musica e ha avuto un attacco durante la partita. È morto sul campo. La sua squadra di calcio ha giocato una volta in un "campionato del mondo" contro la nazionale cantanti italiana.

Puoi raccontarci qualche ricordo di Rishad?
La prima impressione che si aveva di lui era sempre che fosse un italiano. Aveva tutti i tratti caratteriali del classico stereotipo italiano: temperamentale, emotivo, parlava molto a gesti, pieno di vita ed energia e con una grande passione per la musica. Si potrebbe quasi dire che amava più la musica che le donne.
La sua vita era la musica. Lui respirava, mangiava e beveva musica. Aveva sempre nuove idee e grandi piani. Sul palco era così energico e trascinante con la sua musica che tutto il resto del mondo con tutti i suoi problemi non esisteva più. Per maggiori informazioni vi consiglio il sito www.rishad-shafi.ru, ma purtroppo è tutto in russo. (Ndr: il sito ormai è dimesso, ma è accessibile tramite web archive)

Quali sono state le vostre fonti d’ispirazione negli anni Settanta?
Le maggiori fonti d’ispirazione per noi furono Bill Chase, i Blood, Sweat and Tears, i Chicago, Keith Emerson, Chick Corea e più tardi i Tower of Power. Ma la nostra più grande ispirazione è stata Bill Chase.

Malgrado i Gunesh abbiano avuto una frenetica attività live, non è stato pubblicato alcun album dal vivo. C’è la possibilità che ne verrà mai pubblicato uno?
Non abbiamo pubblicato molti album perché costava molto. Il primo album è stato economicamente possibile perché abbiamo vinto una competizione. Per il secondo abbiamo dovuto aspettare di mettere da parte molti soldi. Ci è voluto un anno e mezzo per risparmiare i soldi per quell’album. È molto improbabile che i Gunesh pubblichino mai un altro album. Questo per diversi motivi. Durante la Perestrojka il gruppo doveva guadagnare da solo i soldi. Avremmo dovuto fare più concerti e lavorare più sodo che mai. Non ci sarebbe stato tempo per delle registrazioni. Nel periodo pre-Perestrojka, il nostro lavoro in Tv ci garantiva un guadagno regolare. Questo poi terminò e così anche molti dei nostri obiettivi e più o meno le nostre motivazioni. Inoltre il nostro stile di musica non affascinava il nuovo governo. Non era politico e quindi di nessun interesse per il nuovo ordine. La nostra musica era un po’ troppo esoterica per le masse. Le masse, in Russia, cercavano maggiormente i nuovi stili musicali, piuttosto che la musica russa degli anni Settanta. Non c’era molto mercato per il nostro stile speciale.

Quando si sono sciolti i Gunesh?
Attraverso gli anni i Gunesh hanno costantemente cambiato formazione, che è diventata sempre più piccola fino a ridursi solamente a due membri, io e Rishad. Ovviamente, dopo la morte di Rishad nel 2009 e la mia immigrazione in Germania, i Gunesh non esisteranno più. Poco prima della sua morte, comunque, Rishad fece alcuni concerti da solo sotto il nome Gunesh. Quindi, teoricamente, possiamo dire che le ultime apparizioni dei Gunesh sono state nel 2009.

Sei ancora in contatto e suoni ancora con qualche membro dei Gunesh?
Ci sono una coppia di vecchi membri dei Gunesh qui a Monaco e li incontro qualche volta, ma non suoniamo assieme. Altrimenti gli altri contatti con gli altri membri sono via telefono. Senza Rishad, il cuore dei Gunesh è andato. Non c’è alcun motivo per suonare assieme.

Qual è la tua attività musicale oggigiorno?
Da diversi anni, ormai, sto suonando in un gruppo chiamato Pavel Sandorf Big Band. Siamo la band per un programma televisivo molto popolare in Germania chiamato "Fastnacht in Franken". Siamo anche la band per un duo teatrale che ha molto successo, che gira tutta la Germania.
La Pavel Sandorf Big Band suona anche con il cantante di questo duo (Volker Heissmann) in un programma televisivo chiamato "Das ist Heissmann". Oltre a questo ho quattordici studenti a cui do lezioni di musica. Non sono molti, ma sono contento di tutto ciò.