Pubblicato su Warp, "Sol.Hz" è il primo album dei
Seefeel dopo quindici anni di silenzio sul formato
long playing. Il titolo si traduce letteralmente come
sole più elettricità, ma lascia un'ambiguità fumosa che sta alla base del ritorno: un divenire surrealista di accordi dilatati e armonie sfuggenti che affondano le radici nello
shoegaze. L'album è arrangiato come
ambient a piena pressione, e su un impianto opportuno emergono bassi sotterranei che creano un'atmosfera alterata e soffocante. La protagonista, tuttavia, è l'anima percussiva
dub, che segna tutte le basse e medie frequenze con taglio chirurgico; una presenza che, traccia dopo traccia, diventa sempre più abrasiva.
I colpi appaiono frammentati, quasi casuali; quando emergono, destabilizzano. Su questo ritmo irregolare si muovono le architetture sintetiche di Mark Clifford, la voce candida di Sarah Peacock e le sue chitarre processate. I sintetizzatori oscillano tra più microclimi: il rimando alla tradizione
Idm che li ha resi pionieri e la creazione di atmosfera, catartica o enigmatica, più che di melodia definita. La chitarra di Peacock si muove fra
feedback ed effetti che sublimano l'arioso e il claustrofobico, mentre il suo canto procede a passi alterni, cedendo il passo allo strumento e alle riverberazioni.
Rispetto ai lavori precedenti, "Sol.Hz" si muove con decisione sul ritmo lento dell'ambient dub. Il pregio dell'opera sta nel trovare un equilibrio tra la matericità tellurica e l'ineffabilità di suggestioni notturne, la cui intensità si accumula per stratificazione più che per sviluppo. In questo paesaggio denso e acquatico, "Falling First" si stacca con la sua sequenza leggiadra e ascetica, quasi un
ambient house su scosse sismiche: una delle poche aperture luminose in un disco che preferisce l'ombra alla luce. I Seefeel trovano la loro misura in un'elettronica sospesa e corporea, che non smette di cercare nuovi equilibri.