Il Regno Unito ha deciso di revocare il permesso d’ingresso a
Kanye West, atteso in estate al Wireless Festival di Londra. La misura arriva dopo settimane di polemiche legate alle sue dichiarazioni antisemite e razziste degli ultimi anni, che avevano già riacceso il dibattito sulla sua presenza nel cartellone.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il provvedimento è stato preceduto dalle critiche del premier laburista Keir Starmer, che aveva sollecitato una revisione del visto. Il governo ha quindi optato per una linea restrittiva, escludendo di fatto l’artista dall’ingresso nel paese.
Inutile il tentativo degli organizzatori del festival di difendere la scelta, sostenendo la necessità di concedere una “seconda possibilità”. Non è bastata neppure la disponibilità dello stesso West a incontrare rappresentanti della comunità ebraica britannica per porgere le proprie scuse.
Negli ultimi mesi
Kanye West ha tentato una parziale ricostruzione della propria immagine, pubblicando una lettera a pagamento sul The Wall Street Journal in cui ha rivolto scuse alla comunità ebraica per le precedenti dichiarazioni antisemite, collegando parte dei suoi comportamenti a disturbo bipolare e a una lesione al lobo frontale conseguente a un incidente del 2002.
Nei giorni scorsi il rapper americano ha pubblicato a sorpresa "
Bully", un nuovo album. West è inoltre atteso dal vivo a luglio all’Hellwatt Festival di Reggio Emilia.
Il 25 marzo, attraverso X, l’artista americano aveva condiviso un elenco di 18 brani, tra cui "Beauty And The Beast" e "Preacher Man", già presentati dal vivo, accompagnando il post con la dicitura "BULLY ON THE WAY NO AI". L’indicazione "NO AI" interviene direttamente sulle speculazioni circolate negli ultimi mesi riguardo a un possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale nel progetto. In un’intervista del 2025 con Justin Laboy, lo stesso West aveva accennato all’impiego dell’AI nel proprio processo creativo. Dichiarazioni poi ridimensionate dal manager Peter Jideonwo e dall’ex capo dello staff di Yeezy Milo Yiannopoulos, che avevano escluso la presenza di contenuti generati artificialmente in "Bully".