Bad Bunny arriva a Milano per uno degli appuntamenti musicali più imponenti dell’estate italiana. Venerdì 17 e sabato 18 luglio, l’Ippodromo La Maura accoglierà complessivamente 157mila spettatori, circa 78.500 per ciascuna delle due serate, entrambe sold-out da tempo. Numeri mai raggiunti prima in Italia da un artista di lingua spagnola e che raccontano la trasformazione di Benito Antonio Martínez Ocasio da protagonista della scena urban portoricana a superstar globale.
Il precedente concerto italiano risale al 2019, ma da allora la dimensione dell’artista è cambiata radicalmente. Bad Bunny ha conquistato le classifiche internazionali senza rinunciare alla propria lingua e alle proprie radici: nessun passaggio all’inglese o allo spanglish, ma una produzione interamente in spagnolo capace di superare i confini tradizionali del mercato latino.
Bestseller mondiale
Già nel 2020 “El Último Tour Del Mundo” era diventato il primo album interamente in spagnolo a raggiungere il vertice della Billboard 200. Con “Debí Tirar Más Fotos“, pubblicato nel 2025 e arrivato al primo posto anche in Italia, Bad Bunny ha ulteriormente ampliato il proprio linguaggio, unendo reggaeton e trap alla salsa, alla música jíbara e alla tradizione popolare portoricana. È proprio l’ultimo album a costituire il centro narrativo del nuovo spettacolo. Il “Debí Tirar Más Fotos World Tour”, partito il 21 novembre da Santo Domingo, comprende 57 concerti e ha superato i 2,5 milioni di biglietti venduti. Più che una semplice tournée costruita attorno alle hit, lo show si presenta come una lunga celebrazione di Porto Rico, della sua musica e della sua identità, affrontando anche temi come l’emigrazione, la gentrificazione e il rischio di cancellazione della memoria collettiva.
Sul palco questa impostazione prende forma attraverso uno spettacolo vicino alle tre ore, articolato in più sezioni e capace di cambiare continuamente atmosfera. I momenti più esplosivi e legati al perreo si alternano a passaggi nostalgici, arrangiamenti dal vivo e parentesi maggiormente narrative. La presenza di una band, con fiati, percussioni e richiami alla salsa, allontana il concerto dal modello di molti show urban contemporanei basati quasi esclusivamente su sequenze preregistrate.
La Casita: simbolo e polemiche
Il simbolo visivo dell’intero progetto è “La Casita”, la riproduzione di una tipica abitazione portoricana collocata in mezzo alla platea. Con il tetto trasformato in secondo palco, il patio e l’intonaco rosa, la struttura dovrebbe evocare una festa di quartiere e restituire al pubblico un’immagine familiare della vita sull’isola. Nel corso della tournée, però, “La Casita” è diventata anche oggetto di polemiche. L’accesso alla struttura è stato spesso riservato a celebrità, influencer e ospiti selezionati, mentre soltanto alcuni spettatori hanno potuto entrarvi. Una gestione che, secondo i critici, rischia di trasformare un simbolo della cultura popolare e della resistenza alla gentrificazione in una zona esclusiva destinata a pochi privilegiati.
Alle discussioni sulla selezione degli invitati si è aggiunta la vicenda dell’abitazione originale che avrebbe ispirato la scenografia. Il proprietario della casa, un uomo di oltre ottant’anni residente a Humacao, sostiene di averne autorizzato l’utilizzo soltanto per le riprese di un video e ha contestato la successiva riproduzione all’interno del tour, oltre all’afflusso di fan davanti alla sua proprietà.
Le contraddizioni non cancellano, tuttavia, la portata culturale dello spettacolo. Bad Bunny ha costruito buona parte della propria identità pubblica mettendo in discussione alcuni stereotipi della trap e del reggaeton, affrontando la violenza domestica, la discriminazione, i diritti della comunità Lgbtq+ e la violenza di genere. Anche la sua partecipazione all’halftime show del Super Bowl ha trasformato simboli e suoni portoricani in un messaggio contro il razzismo e le politiche migratorie statunitensi.
La scaletta dei concerti a Milano
A Milano il pubblico assisterà quindi a qualcosa di più complesso di una tradizionale raccolta di successi. Il repertorio attraverserà l’ultimo disco e le diverse fasi della carriera, con brani come “Tití Me Preguntó”, “Yo Perreo Sola”, “Safaera”, “Dákiti”, “Yonaguni”, “Monaco”, “Callaíta” e “Ojitos Lindos”. Nelle precedenti date europee non sono mancati ospiti e variazioni, lasciando aperta la possibilità di sorprese anche durante i due concerti italiani.
Sulla base delle setlist proposte durante il tour, questa una possibile scaletta del concerto di Bad Bunny a Milano:
La Mudanza
Callaíta
Pitorro De Coco
Weltita
Turista
Baile Inolvidable
Nuevayol
La Casita
Veldá
Tití Me Preguntó
Neverita
Voy A Llevarte Pa’ PR
Si Veo A Tu Mamá
Me Porto Bonito
No Me Conoce
Bichiyal
Yo Perreo Sola
Efecto
Safaera
Diles
Monaco
Teléfono Nuevo
Caile
Side Bitch
ETA – RMX
No Te Quieren Conmigo
Café Con Ron
Ábreme Paso
Ojitos Lindos
La Canción
Kloufrens
Dákiti
Yonaguni
El Apagón
DtMF
EoO