LOATHE - A Stranger To You

2026 (SharpTone)
alternative metal, metalcore

Sei anni sono un’eternità, nella musica. Sei anni sono il tempo che intercorre tra un’opera che può ridefinire i confini di un genere e l’arrivo del suo successore. Per i Loathe, quel divario è stato colmato da attese, speculazioni e un’ansia crescente: sarebbero riusciti a replicare la magia di “I Let It In And It Took Everything”, il disco che nel 2020 li aveva trasformati da promessa del metalcore a fenomeno generazionale? La risposta, ora che “A Stranger To You” è finalmente tra le nostre mani, è che questa è semplicemente la domanda sbagliata.
Il quartetto di Liverpool in effetti non ha scelto la strada più facile, perché non ha replicato nulla. Loro hanno compiuto una mutazione, hanno preso il codice del proprio suono e lo hanno esposto a influenze che era rischioso mettere insieme nelle stesse registrazioni: R&B, jazz, elettronica, spoken word, shoegaze, tutto questo viene assorbito e rigenerato in un linguaggio che è solo, ossessivamente, Loathe.

L’album si apre con “Entrance”, un breve preludio di pianoforte che prepara all’avvento di “Block Of Flats”. Il mondo si capovolge. Synth caldi, un beat pulsante e la voce di Erik Bickerstaffe che si intreccia con le chitarre come se fossero un unico organismo. È un brano che mette in mostra la nuova direzione della band – non più metalcore con venature shoegaze, ma una fusione completa di generi. Poi arriva “Fortress Down”, il primo vero colpo di grazia. Un muro di suono che ti investe, ma che rivela una struttura ritmica ipnotica. “Gemini” è l’esatto opposto: un attacco frontale, vocale e strumentale, che non ti lascia respirare. È la risposta della band a chi si aspettava un ritorno al sicuro.
Il momento più sorprendente è “Harder To Pretend”, dove le voci non sono al centro del pezzo ma diventano un’altra texture, un elemento che si fonde con la strumentazione fino a diventare quasi irriconoscibile. È un rischio calcolato, e paga. “اثينا” offre una tregua, un soundscape sci-fi che sembra fluttuare nello spazio.

Il singolo più feroce è “Revenant”, violento, meccanico, perfetto per ricordarci da dove vengono i Loathe. “The Way It Breaks” è il momento di respiro che il disco meritava, fatto di echi che rimangono sospesi e una tensione che non si dissolve mai del tutto. “Meet My Maker” mescola breakbeat, indie rock e cattiveria in un cocktail energetico. “Fangs” è invece il singolo che ha anticipato l’album, e qui suona come un vecchio amico: riverberi, melodie pulite e quella capacità di essere accessibile senza mai essere banale. “The Ladder” è la vera chicca, una ballata acustica, vulnerabile, con la voce di Bickerstaffe completamente esposta.
“Gifted Every Strength” è l’episodio più lungo e ambizioso, un’evoluzione che sembra non voler mai finire. È il centro gravitazionale dell’album, il punto in cui tutto converge. “No Stranger To You…” chiude il cerchio: un finale che non cerca di stupire, ma di accompagnarti fuori dal viaggio con un senso di pace quasi spirituale.
“A Stranger To You” non è il capolavoro che molti speravano, ma è qualcosa di più raro: un album che ti ricompensa con momenti di bellezza che pochi dischi hanno saputo regalare.

30/07/2026

Tracklist

  1. 1. Entrance (feat. bucki sugar)
  2. 2. Block Of Flats (feat. Static Dress)
  3. 3. Fortress Down
  4. 4. Gemini
  5. 5. Nothing Like The Knife
  6. 6. Harder To Pretend
  7. 7. اثينا (feat. bucki sugar)
  8. 8. Revenant (feat. NOWHERE2RUN)
  9. 9. The Way It Breaks (feat. Mansur Brown)
  10. 10. Meet My Maker
  11. 11. Fangs
  12. 12. The Ladder (feat. Jordan Rakei)
  13. 13. Gifted Every Strength
  14. 14. No Stranger To You...

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