Il musicista romano Daniele Mattioni, in arte Sebastian Brown, impara a suonare la chitarra da autodidatta, cercando uno stile personale e astratto che riversa interamente nel suo esordio, “Windrose”. Il suo folk-blues scarno e dilatato spinge a una trance tra il meditativo e l’ipnotico, che emerge particolarmente nelle composizioni più lunghe come “Westwards” (quattordici minuti) e “Southwards” (undici minuti). Gli arpeggi di chitarra vagano creando architetture impalpabili che solo a tratti trovano una melodia, come se i brani costituissero per Sebastian un percorso di ricerca interiore che si costruisce minuto dopo minuto.
I titoli dei brani indicano proprio l’idea di un tragitto attraverso i punti cardinali, che parte da Ovest per chiudersi a Sud, simbolo di rinascita e di ritrovata armonia col proprio io e infine con il resto dell’umanità. Un percorso di rinascita che utilizza chitarra acustica e chitarra elettrica per esplorare le differenti fasi della vita.
C’è qualcosa del cantautorato folk americano, del blues rurale, dell’arsura del desert rock e anche del sound di Matt Elliott, senza raggiungere mai la sua poetica triste e disperata, sostanzialmente perché il percorso di Sebastian Brown sembrerebbe prendere, forse inconsciamente, spunto dalla cultura occidentale cristiana: il suo è un cammino di ricerca salvifica che porta alla redenzione, mentre Elliott sprofonda la propria poetica nell’assoluta assenza di speranza.
Prodotto e pubblicato da Beautiful Losers, l’etichetta indipendente italiana di Andrea Liuzza.
07/08/2026