Morto Tim Curry, star del “Rocky Horror Picture Show”. L’omaggio del mondo del rock

27-08-2026

Tim Curry è morto nella sua casa di Los Angeles all’età di 80 anni. La notizia è stata confermata dal suo manager, che non ha reso nota la causa del decesso. Attore britannico dalla carriera lunga oltre mezzo secolo, Curry ha attraversato teatro, cinema e televisione, imponendosi come uno degli interpreti più eccentrici e riconoscibili della cultura pop. Il suo nome resta legato soprattutto al Dr. Frank-N-Furter, lo scienziato alieno e provocatorio di “The Rocky Horror Show”, il musical di Richard O’Brien portato in scena nel 1973. Curry riprese il ruolo nell’adattamento cinematografico “The Rocky Horror Picture Show” del 1975, trasformandolo in una figura di culto.

La sua carriera, tuttavia, fu molto più ampia. Dopo gli esordi nella produzione londinese di “Hair”, recitò in opere teatrali come “Travesties”, “Amadeus” e “Spamalot”. Al cinema interpretò il Signore delle Tenebre in “Legend” di Ridley Scott e apparve, tra gli altri, in “Clue”, “Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York”, “Muppet Treasure Island” e “Scary Movie 2”. Nel 1990 diede il volto a Pennywise nella miniserie televisiva “It”, consegnando all’immaginario collettivo una delle incarnazioni più inquietanti del clown creato da Stephen King.
Curry lavorò a lungo anche come doppiatore e attore televisivo, prestando la voce a numerose serie animate e comparendo in produzioni come “Poirot”, “Psych” e “Criminal Minds”. Nel 2012 fu colpito da un grave ictus, che gli lasciò problemi di mobilità e di memoria, senza però allontanarlo completamente dalla scena pubblica. Nel 2025 aveva pubblicato l’autobiografia “Vagabond”. “Ho avuto le mie opportunità e continuo a esserci”, aveva raccontato nello stesso anno.

Gli omaggi del cinema e del rock

La sua morte ha suscitato una lunga serie di tributi. Luke Evans, che ha recentemente interpretato Dr. Frank-N-Furter a Broadway, lo ha descritto come “una forza, una fiamma luminosa e impetuosa” e “un’ispirazione”, concludendo: “Ci sarà sempre un solo Tim Curry”.
Susan Sarandon, sua compagna di scena in “The Rocky Horror Picture Show”, lo ha ricordato come “un originale divertente e sexy”, sottolineandone anche la generosità verso i fan dopo l’ictus. Carol Burnett, che aveva recitato con lui in “Annie”, ha scritto: “Nessuno sapeva interpretare i cattivi amabili meglio di lui”. Michael McKean, suo collega in “Clue”, ha invece definito la morte una liberazione dalle sofferenze, aggiungendo: “La nostra fortuna è stata avere Tim Curry nelle nostre vite”.

Numerosi messaggi sono arrivati anche dal mondo del rock. Mike Portnoy dei Dream Theater ha ricordato la sua ossessione adolescenziale per “The Rocky Horror Picture Show”: nei primi anni Ottanta andava a vederlo ogni fine settimana, conosceva ogni battuta e talvolta si presentava alle proiezioni vestito da Riff Raff. Flea dei Red Hot Chili Peppers ha raccontato di aver amato Curry fin da ragazzo e di aver poi lavorato con lui per diversi anni nella serie animata “The Wild Thornberrys”: “Era gentile, intelligente e spassoso da morire. Ti auguro viaggi meravigliosi e cosmici, Tim”. Al cordoglio si sono uniti anche Slash, David Draiman e Yungblud, confermando quanto la figura di Curry, e in particolare l’irriverente universo di “Rocky Horror”, abbia segnato profondamente generazioni di musicisti e appassionati.
Anche Yungblud ha ricordato l’attore attraverso le sue Instagram Stories, pubblicando una sua fotografia accompagnata dalla frase “che sta succedendo” e dall’emoji di un cuore.