Un sistema in errore, o forse siamo noi a non saperlo più leggere. È da questa domanda che parte “Syntax Error”, il tema di Robot17: un presente in cui i codici si moltiplicano e si contraddicono, e l’errore smette di essere un guasto per diventare una grammatica. Dall’8 al 10 ottobre il festival bolognese lo traduce in un cartellone diviso tra DumBO, Ex Ospedale dei Bastardini ed Estragon, dopo le anteprime del 13 e del 25 settembre.
Il nome che pesa di più è quello degli Autechre, attesi sabato 10 all’Estragon. Buio totale, suoni generati in tempo reale, nessun punto di riferimento: difficile immaginare una resa più fedele del tema. Intorno a loro una serata costruita come un piccolo albero genealogico della Idm, con Bochum Welt, il progetto di Gianluigi Di Costanzo che Aphex Twin volle su Rephlex nel 1994, e il dj set di MDX, fondatore della Skam di Manchester.
Il DumBO è il territorio del club. Venerdì 9 Blawan porta dal vivo le macchine di “SickElixir”, Boys Noize torna ai piatti, Mykki Blanco presenta “Cafe Paradiso” e Space Afrika il nuovo album, mentre Upsammy e Valentina Magaletti debuttano in coppia con “Seismo”; Batu e CEM di Herrensauna chiudono in b2b.
Sabato 10 la bussola punta su Detroit: Moodymann, di ritorno a Robot con uno dei suoi dj set sempre più rari, divide la notte con DJ Stingray, che con Kenny Dixon Jr. condivideva la consolle dell’Outcast Club prima di diventare il dj in tour dei Drexciya. Nella stessa notte Actress porta il live audio/video di “Radical Frame”, Marina Herlop le nuove tracce di “Dja Dja” e Noémi Büchi “Exuvie”, prima del dj set di Mace, libero da confini di genere e di bpm.
Le sale dei Bastardini ospitano invece la parte più sperimentale. Giovedì 8 Lawrence English presenta “The Rest Is My Ghost”, tra paesaggi naturali deformati e drone monolitici, insieme al noir folk di Suz e Giuseppe Franchellucci, con Filibalou in chiusura. Venerdì 9 tocca ad Aho Ssan con “The Sun Turned Black” e al live inedito di Front De Cadeaux con Gabor di Tropicantesimo. Completano il quadro il Baronato Quattro Bellezze, in residenza per due giorni tra dub, kraut e stornello romano, e il live A/V di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana, “Nessun cielo è senza luce”, dove canto gregoriano e intelligenza artificiale provano a parlarsi.
Info e biglietti: www.robotfestival.it e Xceed.
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