Nel 2025 non ha pubblicato neppure un inedito, eppure ai prossimi Brit Awards riceverà il riconoscimento come Songwriter of the Year. La decisione di premiare Noel Gallagher ha innescato un dibattito prevedibile: come si assegna un titolo legato alla scrittura a chi, nell’anno di riferimento, non ha scritto nulla di nuovo?
La risposta, secondo l’interessato, è semplice: contano i numeri. Durante un intervento a talkSPORT, Gallagher ha ricordato di non comporre da due anni, ma ha anche sottolineato che le canzoni firmate per gli Oasis hanno continuato a generare un impatto commerciale superiore a quello di molta produzione recente. La reunion ha riportato il catalogo della band al centro del mercato: un milione di copie vendute nell’ultimo anno, “senza alzarsi dal divano”, come ha ironizzato.
Il punto sollevato dai Brit non riguarda quindi l’inedito, bensì la rilevanza autoriale. “Testi che hanno influenzato generazioni”, recitava la motivazione diffusa sui canali ufficiali. In altre parole, il premio riconosce il peso specifico di un repertorio tornato dominante grazie al tour celebrativo.
Gallagher ha scelto di replicare alle critiche con il suo consueto registro provocatorio: se qualcuno ha da obiettare, l’appuntamento è sul red carpet.
Sulla polemica è intervenuto anche Liam Gallagher, che sui social ha replicato a chi sosteneva che il fratello non avesse fatto “letteralmente nulla” nell’ultimo anno: “È proprio questo il punto. Pensaci”.
I Brit Awards a Manchester e il fattore Oasis
La cerimonia del 28 febbraio segna anche un passaggio simbolico: per la prima volta i Brit Awards si terranno a Manchester, alla Co-op Live, e non alla O2 Arena di Londra. Un dettaglio che Gallagher non ha mancato di sottolineare con sarcasmo, lasciando intendere che la presenza di un membro degli Oasis fosse particolarmente gradita, trattandosi della città della band.
Il tour “Live ’25”, chiuso a novembre dopo 41 date tra Europa, Asia, Australia e America, ha generato oltre 400 milioni di dollari d’incasso, posizionandosi tra le tournée più redditizie dell’anno. Cinque serate a Heaton Park, sette a Wembley: numeri che hanno consolidato la centralità del marchio Oasis ben oltre la nostalgia.
Nuova musica? Gallagher rientra in studio
Archiviati gli impegni dal vivo, Noel Gallagher è tornato in studio. Lo aveva anticipato già a gennaio, ribadendolo ora ai microfoni di talkSPORT. Non è chiaro se stia lavorando a materiale per i Noel Gallagher's High Flying Birds o se esista una prospettiva condivisa con gli Oasis. Il manager Alec McKinlay ha escluso la presenza di inediti legati alla reunion, ma l’ambiguità alimenta le aspettative dei fan.
Nel frattempo è in produzione un docu-film dedicato alla reunion e al tour “Live ’25”, prodotto da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, già noti per il documentario sugli Lcd Soundsystem “Shut Up And Play The Hits”. Un’operazione che conferma come il 2025 sia stato meno un anno di nuova scrittura e più un anno di capitalizzazione culturale.
Gallagher, per ora, incassa il premio e torna in studio. Le nuove canzoni, se arriveranno, sposteranno la discussione su un altro terreno.