Con un messaggio dal titolo enigmatico — “Come una goccia. A new dimension” — i Verdena hanno annunciato questa mattina, 22 ottobre, l’uscita di Roberta Sammarelli dalla band. Nel comunicato, firmato da Alberto e Luca Ferrari, il gruppo conferma che la bassista “proseguirà per la sua strada”, mentre i due fratelli “continueranno per la loro, lavorando a un nuovo album”. La decisione arriva al termine di un percorso condiviso lungo quasi trent’anni. Come spiegano i Verdena, Roberta “ha comunicato che non avrebbe più fatto parte del progetto” dopo la conclusione del tour Volevo magia, dedicato all’ultimo disco del trio, uscito nel settembre 2022. “È da un po’ di tempo che questa cosa era in attesa di essere detta”, scrivono Luca e Alberto, “ma forse ci serviva tempo per metabolizzare. Sapete com’è… Ringraziamo davvero chi ci ha seguito e aiutato in questi anni. Sperando che il futuro sorrida a tutti, Luca e Alberto”.
Poco dopo, Roberta Sammarelli ha pubblicato un lungo messaggio personale sui propri canali social per spiegare le ragioni della sua scelta: “È stata una decisione molto difficile, presa alla fine del tour del 2023 e comunicata alla band già allora. La notizia non è stata divulgata fino a oggi: chi segue i Verdena sa che non siamo mai stati bravi con le parole, ma è arrivato il momento di dirlo, per ringraziare di questo grande pezzo di vita che dai 16 anni mi ha portato fino ai 46, e per ringraziare il pubblico fantastico che mi ha accompagnato fin qui”. La musicista ripercorre con affetto e lucidità la sua esperienza con la band: “Sono stati anni speciali, a volte incredibili, a volte complessi, altri commoventi. Niente potrà cancellare quello che è stato fatto, che resta indelebile nella musica”. Poi guarda avanti, con serenità e curiosità: “Ora sento il bisogno di andare avanti, in un’altra direzione, in uno o più viaggi che non so dove mi porteranno, ma che è il momento di intraprendere. Buona fortuna a tutti”.
A narrare la storia del gruppo, di recente, è stato "Verdena – X sempre assenti", documentario che restituisce un ritratto intimo e inedito della band bergamasca a trent’anni dalla sua nascita. I Verdena muovono i primi passi nel 1995 ad Albino (Bergamo), imponendosi qualche anno più tardi grazie al successo di "Valvonauta", brano accompagnato da un videoclip diretto da Francesco Fei. Ed è lo stesso regista che oggi firma questo nuovo lavoro, riportando sullo schermo la storia del trio. Il film segue i fratelli Alberto e Luca Ferrari e Roberta Sammarelli tra la vita quotidiana, le famiglie e la preparazione del tour legato a "Volevo magia", disco del ritorno pubblicato nel 2022 dopo sette anni di silenzio discografico. Ne emerge un racconto spontaneo e appassionato, che intreccia la dimensione artistica con quella personale, senza mai recidere il legame profondo con la provincia bergamasca, da sempre scelta come luogo di vita e di creazione musicale.
Presentato in anteprima al Biografilm Festival 2023, il film è approdato anche in alcune sale italiane. Prodotto da Capitol Records e Universal Music Italia e distribuito da Lab80 Film, il documentario di Fei ripercorre la storia dei Verdena nella loro dimensione privata e nella preparazione del tour di "Volevo magia". "X sempre assenti" racconta l'intimità dei componenti del gruppo bergamasco, scavando nelle loro vite appartate e nei loro legami familiari, ma ne esplora anche l'attività di rock band sempre attiva sul fronte del palco.
"Avevo la possibilità di raccontare i Verdena così come sono, senza filtri né atteggiamenti precostruiti, in un momento topico della loro carriera", – ha raccontato il regista Francesco Fei, che firmò anche del loro primo videoclip nel 1999, il singolo "Valvonauta". Era una trama perfetta per farne un film che raccontasse con un taglio fortemente cinematografico la vita di un gruppo potentissimo dal punto di vista musicale e umanamente diverso da tutti. Sapevo che non sarebbe stata un'operazione semplice e tanto per cominciare ho deciso che l'unica maniera per non creare filtri tra noi era che durante le riprese ci fossi solo io. Perciò, con una metodologia che amo sempre di più usare nei miei documentari d'osservazione, le due camere, la fotografia e l'audio li ho gestiti totalmente da solo. Grazie ai Verdena che, dopo anni che non ci vedevamo, mi hanno accolto come se il tempo non fosse passato e hanno aperto il loro mondo al mio sguardo, 'X sempre assenti' è diventato quello che volevo che fosse – spiega ancora Fei - un film, con una sua drammaturgia e uno taglio realistico e cinematografico al punto da essere un prodotto inedito e molto personale".