Registrato presso gli Orbb Studio di Walthamstow E17, More è il primo album in studio dei Pulp dopo "We Love Life" del 2001. Non un semplice ritorno, ma un gesto che sembra voler interrogare il senso stesso del tempo trascorso, l’eredità di una voce rimasta troppo a lungo in sospeso. Il titolo, asciutto e ironico, "More", parla da solo: come se Jarvis Cocker e compagni ci stessero dicendo che non è ancora finita, che c’è ancora qualcosa da raccontare. E lo fanno, come sempre, con la lucidità disillusa di chi ha abitato a lungo i margini della cultura pop, ma anche con una sorprendente urgenza creativa.
Alla produzione c’è James Ford, già noto per il suo lavoro con Arctic Monkeys e Fontaines D.C., qui perfettamente in sintonia con l’estetica stratificata e intimamente teatrale della band. Il suono è denso, ma mai sovraccarico; levigato ma vibrante, come se ogni strumento sapesse esattamente dove collocarsi per lasciare spazio alla voce di Cocker, ancora capace di oscillare tra sarcasmo e confessione, tra crooner decadente e osservatore sociale.
L’unico brano finora reso noto è "Spike Island", già testato nei recenti concerti-reunion. È una canzone che lavora in sottrazione, costruita su un equilibrio delicato tra synth minimali, violini evocativi e una slide guitar dal gusto cinematografico. Più che un singolo, sembra un prologo: un pezzo che introduce, con misura e ambiguità, un album che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.
Guarda qui sotto il video del singolo “Spike Island”, diretto dallo stesso Cocker.
Il video, ha spiegato Jarvis Cocker, è un’esplorazione dell’intelligenza artificiale attraverso il riutilizzo delle fotografie di Rankin & Donald dall'interno del booklet di "Different Class". Il frontman ha rivelato di aver inserito le immagini in un'app di A.I. per “vedere dove il computer mi avrebbe portato”, scrivendo prompt come: “La figura in bianco e nero resta immobile mentre l’autobus sullo sfondo si allontana”. E ha aggiunto: “Il fine settimana in cui ho iniziato a lavorare al video è stato un momento strano: uscivo di casa e continuavo ad aspettarmi trasformazioni bizzarre dell’ambiente circostante a causa delle immagini generate dal computer. L’esperienza mi ha segnato. Non so se mi sono ancora ripreso…”. Quindi ha concluso: “Il mio pensiero finale? H.I. Forever!”.
La pubblicazione del nuovo album dei Pulp è prevista per il 6 giugno 2025 su Rough Trade Records, accompagnata da un progetto editoriale che riflette appieno la cura quasi maniacale che i Pulp dedicano all’aspetto concettuale della loro opera. Oltre alla versione in vinile nero, saranno disponibili anche edizioni colorate e a tiratura limitata, ognuna con un titolo scelto da Jarvis stesso, a metà tra provocazione e poesia. “Theresa” sarà un LP verde distribuito in tutti i negozi, mentre “Blue Sky Thinking”, in versione marmorizzata, sarà riservato ai negozi indipendenti. “South Yorkshire Sunset”, anch’esso marmorizzato, sarà venduto esclusivamente a Sheffield, come un gesto d’amore verso la città d’origine. Infine, “Isha Kriya”, con una grafica a macchia d’inchiostro, sarà disponibile solo online, quasi a evocare un’esperienza più rarefatta e spirituale, lontana dai circuiti fisici tradizionali.
Ogni edizione sembra raccontare un frammento diverso del mondo pulpiano, riflettendo quell’idea di pop intellettuale, sporco e profondamente umano che ha sempre reso la band di Jarvis Cocker così unica. "More" non cerca di replicare un passato glorioso: lo osserva, lo distorce e ci costruisce sopra qualcosa di nuovo. Una specie di ritorno, sì, ma senza nostalgia.