Migliaia di canzoni e video musicali di centinaia di artisti sono scomparsi da YouTube, negli Stati Uniti, per una questione di copyright. La piattaforma streaming, infatti, non è riuscita a raggiungere un nuovo accordo con l'organizzazione dei diritti di pubblicazione Sesac. A riferirlo è l'edizione online di Rolling Stone.
Artisti come
Adele,
Kendrick Lamar,
Bob Dylan,
Nirvana,
Mariah Carey,
Green Day e molti altri sono stati colpiti dall'impasse creata con l'avvicinarsi della scadenza dell'accordo tra Sesac e YouTube. "Abbiamo condotto negoziati in buona fede con Sesac per rinnovare il nostro accordo esistente. Purtroppo, nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti a raggiungere un accordo equo prima della sua scadenza", ha dichiarato un portavoce di YouTube sabato a The Hollywood Reporter. "Prendiamo molto seriamente il tema del copyright e, di conseguenza, i contenuti rappresentati da Sesac non sono più disponibili su YouTube negli Stati Uniti. Stiamo attivamente discutendo con Sesac e speriamo di raggiungere presto un nuovo accordo".
Tra le canzoni e i video rimossi durante la disputa c'è "
Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, di cui rimangono solo caricamenti non ufficiali sul sito. Infatti, ogni registrazione in studio e video musicale è stato rimosso dal canale ufficiale dei Nirvana su YouTube, con solo l'Mtv Unplugged e altre
performance dal vivo ancora disponibili (per molti artisti colpiti, le esibizioni dal vivo non sono incluse nelle restrizioni del copyright e rimangono su YouTube.)
Alcuni video ufficiali dei Nirvana, come "Come As You Are", sono ancora ricercabili su YouTube, ma non riproducibili: "Video non disponibile. Questo video contiene contenuti di Sesac. Non è disponibile nel tuo paese", si legge in un avviso.
Allo stesso modo - riporta ancora Rolling Stone - non è disponibile il video di "Subterranean Homesick Blues" di Bob Dylan, così come ogni video musicale di Adele prima del suo ultimo album "
30".
Sesac, che attualmente concede in licenza l'esecuzione pubblica di oltre 1,5 milioni di canzoni per conto dei suoi oltre 15.000 autori, compositori e editori affiliati, non ha ancora voluto commentare la disputa con YouTube.