Post Malone

Austin Richard Post, conosciuto dal grande pubblico come Post Malone, ha raccolto l’intuizione di Drake di sfumare i confini tra hip-hop, pop-rap, trap e r’n’b. Sbocciato con il singolo “White Iverson” nel 2015, ha pubblicato l’annebbiato album d’esordio “Stoney” (2016) ma è diventato una superstar soprattutto con “beerbongs & bentleys” (2018), con il singolo pop-trap “Rockstar” e quello pop-rap “Psycho” che hanno allargato il suo pubblico in modo considerevole. Tormentato dalla dipendenza da fumo e alcool, d’indole malinconica e molto sensibile, Post Malone incarna una nuova idea di popstar che emerge dalla cultura dell’hip-hop contemporaneo (cioè, principalmente, della trap) ma è pronto a superarne i confini per abbracciare un pubblico più trasversale. Questa evoluzione verso un nuovo ibrido pop-rap contemporaneo è pienamente compiuta con la mega-hit “Sunflower”, 17 volte platino in patria e singolo principale del film “Spider-Man: Into The Spider-Verse” (2018). “Hollywood’s Bleeding” (2019), il suo terzo album, che contiene anche “Circles” e mette in mostra il suo riconoscibile vibrato, e il successivo “Twelve Carat Toothache” (2020), che allarga ancora di più lo spettro stilistico ospitando anche i Fleet Foxes, confermano l’ascesa di una nuova popstar, che unisce l’arroganza e l’ostentazione di certo hip-hop con un’emotività sincera e una spietata capacità di indovinare dei ritornelli immediati (anche grazie ai tanti produttori coinvolti). Il quinto “Austin” (2023), sin dal titolo, vuole mettere a nudo la persona dietro al personaggio, ed è promosso come il suo album “chitarristico”; non registra nessun ospite in scaletta.

(Antonio Silvestri)

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