Julianna Barwick and Mary Lattimore - Tragic Magic

2026 (InFinè)
ambient, chamber folk, new age
Una maestra di canto corale e un'arpista si incontrano in una selva incantata... Sembra l'inizio di una favola celtica e invece è proprio l'evento alla base di "Tragic Magic" - certo, tolta la selva incantata, comunque presente nella copertina del disco. È da tempo che la maestra di canto di Brooklyn e l'arpista losangelina si frequentano tra festival, concerti e collaborazioni e il feeling tra le due è stato forte da subito, tanto che un disco cooperativo appare da sempre come un destino naturale.
In questo bosco fatato al crocevia tra ambient, folk da camera e new age incontriamo, oltre all'arpa, anche un synth. Ciascuno dei due strumenti è sistemato su una roccia, uno di fronte all'altro. Sono i due ingredienti che le musiciste elfiche hanno eletto per acquerellare i fondali sui quali far scorrazzare eterea e fluttuante la voce della Barwick.

Con i suoi leggeri ricami d'arpa, "Perpetual Adoration" ci invita ad addentrarci nel bosco. Qui, a farci da guida, troviamo la voce da sirena di Julianna, che ci conduce verso un bagno sintetico di luce, come filtrata dai sintetizzatori tra le fitte chiome degli alberi. Siamo ormai nel cuore dell'incanto quando "The Four Sleeping Princesses" alza la tensione con un giro d'arpa nervoso e ipnotico, oltre che con vibrazioni di synth più sinistre e misteriche, quasi oscure.
Mentre "Haze With No Haze" insiste su giri folk d'arpa e interventi della Barwick dal gusto sempre più medievale, arrivando a "Stardust" assistiamo quasi a un capovolgimento di fronte. Ora a guidare sono le tastiere che lasciano scie di cometa in un contesto notturno - che, arricchito di percussioni e chitarre, chiameremmo post-rock. Le due musiciste si producono poi in un lungo saluto intitolato "Melted Moon", circa otto minuti e mezzo di docili melodie pianistiche, ticchettii d'arpa e sospiri dream-pop.

Inutile girarci troppo intorno: uno dei momenti più suadenti di "Tragic Magic" è una cover. Una "Rachel's Song" di Vangelis (dalla colonna sonora di "Blade Runner") dalla resa ancora più umana, fedele alla matrice sintetica del brano, ma profumata di note acustiche. È cosa normale in un disco che, più che per il valore delle composizioni, ottimo ma quasi mai al livello dei lavori solisti delle due (o perlomeno non di quelli della Lattimore), si distingue per la sintonia del sodalizio. Che trova dunque sublimazione in un brano del cuore di ambedue le musiciste coinvolte.

Tracklist

  1. Perpetual Adoration
  2. The Four Sleeping Princesses
  3. Rachel's Song
  4. Haze with no Haze
  5. Temple of the Winds
  6. Stardust
  7. Melted Moon

Julianna Barwick and Mary Lattimore sul web