Wolfgang Pérez - Só ouço

2025 (Hive Mind)
neo-tropicalia
Il secondo album del cantautore e chitarrista ispano-tedesco Wolfgang Pérez è il racconto di un viaggio, il resoconto di una lunga e immersiva esperienza umana e culturale in quel di Rio de Janeiro. Un progetto frutto di sei mesi di studi e di collaborazioni con musicisti locali, e la susseguente formazione di una band con la quale sperimentare alcuni degli aspetti più innovativi della musica brasiliana contemporanea.
Il legame culturale e musicale era già evidente nei precedenti album del musicista, ma in "Só ouço" l'attenzione è concentrata non sulle piacevoli e ballabili sonorità tipiche di Rio De Janeiro, bensì su quelle coordinate messe a punto da artisti come Caetano Veloso e Tom Zé che hanno spostato l'asse verso la musica contemporanea, assimilando musica psichedelica, progressive, etnica e avantgarde.

Luis Magalhães (basso), Pedro Fonte (batteria), Paulo Emmery (chitarra elettrica) e il famoso produttore Angelo Wolf (proprietario del Wolf Estúdio, il cui curriculum come ingegnere del suono include collaborazioni con, tra gli altri, Bala Desejo, Dora Morelenbaum, Antonio Neves e il maestro Marcos Valle) sono i compagni d'avventura di Wolfgang Pérez, ma alcune voci di corridoio affermano che Antonio Neves sia responsabile della sezione fiati di "Tristeza". Ed è proprio dalla superba orchestrazione a base di clarinetti, flauti, fiati, corni e archi di "Tristeza" che emerge la qualità sia della scrittura che degli arrangiamenti: un sobrio e inquietante samba destrutturato del fervore armonico e inturgidito da boati orchestrali dalle tonalità cinematografiche e malsanamente spettacolari.
Ognuno dei capitoli di "Só ouço" è preda di un'onirica visione espansiva e musicalmente avventurosa. Il graffio elettro-noise e free jazz di "Tà errado" evoca le splendide alterazioni di Arto Lindsay, mentre le strategie oblique e prosaicamente distorte di "O mundo e um moinho" coinvolgono sia concettualmente che concretamente una delle più importanti figure emergenti della scena contemporanea brasiliana, Thiago Nassif.

Non è facile incastrare le tante anime di "Só ouço". Il gusto per l'improvvisazione resta centrale, quel che interessa all'artista ispano-tedesco è mettere in luce le tante dissonanze e discrepanze di una realtà come quella brasiliana, una terra che si affida ancora alle emozioni per sconfiggere le proprie contraddizioni.
Nell'esuberante title track Pérez mette in sincrono sonorità sfarzose e groove ritmici alienanti per catturare quella pulsante distonia tra quel che è percepibile e quel che resta oscuro di una realtà così complessa come quella brasiliana. Anche il puro formato canzone diventa metodo di escursione sonora poco convenzionale ("Leva-me pra casa"), i cliché sono materia prima di escursioni tra jazz e musica latina dai tratti desueti ("So no sonho").

Lasciatevi infine cullare dall'ingannevole soavità di "E de repente acabou" o dalla citazione di "Hey Jude" dei Beatles che agita le acque già torbide in stile vaudeville/big band di "Nem quero asas", ultime due tracce di un disco che riporta in auge il termine tropicalia con uno spirito innovativo, moderno, che lascia decisamente il segno.

Tracklist

  1. Radio
  2. Tristeza
  3. Tà errado
  4. So no sonho
  5. So ouco
  6. Leva-me pra casa
  7. O mundo e um moinho (featuring Thiago Nassif)
  8. E de repente acabou
  9. Nem quero asas

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