Se fosse uscito a ridosso del 31 ottobre - e non il 3 novembre - "CVLT" sarebbe stato il disco perfetto per
Halloween. Ma considerati le tematiche, il
sound e l’"ambientazione" l’opera di
Salmo &
Noyz Narcos è perfetta anche per l’arrivo delle lunghe notti autunno-invernali. O semplicemente per chi vuole ascoltare un po' di
hip-hop duro e puro. Un ritorno in territori sempre conosciuti e amati dai due rapper, che oltre a esser fan del genere, hanno prodotto i primi lavori imbevuti in quello stile: Noyz in balia di “Verano Zombie” e Salmo perso nella “The Island Chainsaw Massacre”. Fino a quel "Rob Zombie" omaggiato ormai dieci anni fa. E dopo anni piuttosto
lontani da quelle tematiche, i due sono pronti ad un nuova carneficina. Chiamano così il Maestro
Dario Argento (omaggiato anche nella copertina), chiedendogli di fare da padrino al loro "CVLT", girando anche un corto promozionale di una decina di minuti con il compito di anticipare l’opera.
Nonostante la produzione moderna, "CVLT" è un disco con l’animo - e la basi - “old school”. Su tale strato, i Noyz e Salmo sfogano la loro maestria nel cucire barre e truculento amore per l'horror, con testi inzuppati nel sangue e nell’estremo citazionismo. L’orrore è prettamente cinematografico e viene colato in tematiche e scenari moderni. L’ascolto procede coerente, i brani della
tracklist - dove nessuno spicca troppo sull’altro - scorrono costanti, il
flow è appassionante e sono gradite anche le "fuoriuscite" dal sentiero principale, come la dance di “Brujeria” o il ritorno sulla scena del crimine di “My Love Song 2”.
Un lavoro nel complesso migliore delle rispettive prove in singolo precedenti. Con "CVLT" a divertirsi sono sia gli autori - basti ascoltarli giocare con i loro pezzi passati in "Anthem" - sia gli ascoltatori.