Salmo

Flop

2021 (Columbia) | pop-rap, rap-rock

Sono a tanto così dall'impazzire
Ma ci vuole tempo a diventare pazzo
Qui mi sento in trappola, fatemi uscire
La chiave giusta è sempre l'ultima del mazzo
(da "La chiave")

Uno degli album più attesi dell'anno per il nostro hip-hop, questo "Flop" arriva ben tre anni dopo il sestuplo platino "Playlist" per parlare del fallimento e degli errori, in contrasto con le esaltanti narrazioni del successo di tanti colleghi. Salmo lo pubblica dopo aver fatto parlare di sé quest'estate, quando con i concerti ancora azzoppati dalle norme anti-Covid ne ha organizzato uno nella sua Olbia, sollevando un vespaio con risvolti giudiziari ancora tutti da sbrogliare e una lite furibonda con Fedez. Da sempre aggressivo e provocatorio nelle sue posizioni, Maurizio Pisciottu ha così guadagnato una visibilità nazionale che ha accresciuto l'interesse per questo sesto album, presentato da una copertina che cita “L’angelo caduto” di Alexandre Cabanel.

Poche collaborazioni al microfono, sparse in 17 brani per 46 minuti. Si parte in piena continuità con "Hellvisback" e "Playlist" con una cascata di rime animate da tante punchline, elencando riferimenti pop e distribuendo commenti caustici poi, all'altezza di "Criminale" rispolvera l'abito crossover per un pop-punk più timido di quelli di Blanco, con un corretto tanto demenziale da poter essere accettato solo come parodia. Più aggressiva "Ghigliottina" (feat. Noyz Narcos), dove ritorna quel delivery furioso per cui è famoso, ma è ancora una volta la nuova puntata di una serie che conosciamo bene.
Se proprio deve rinverdire i successi passati, meglio che lo faccia con l’inno al fallimento “Flop!”, canzone fra le più ispirate dell’album, proposta con quella mistura di pop-rock-rap che ha già portato il suo nome ben oltre i confini dei fissati con l’
hip-hop.

La via d'uscita dall'autocitazione, tanto palese nella scaletta che un brano si chiama "Hellvisback 2", è raccontarsi in modo più sincero, come nella coppia "In trappola" - "La chiave", con uno splendido
Marracash ad aiutare in una confessione di un collasso nervoso sciolto in linee vocali melodiche dai tratti cantautorali. Non è un caso che il brano migliore sia di fatto un it-pop-rap come “Marla”, che usa l’abilità con il flow del rapper per scrivere una dedica romantica dalle sfumature jazz e, sorprendentemente, vede Salmo anche cantare a cuore aperto: è una hit dichiarata e il seguito ideale della sua “Il cielo in una stanza”.
È un Salmo che suona cosi anche vicinissimo al pop, ma è più originale in un blues moderno come "A Dio" (con un redivivo Alex Britti) o nel nervoso ballabile "Fuori di testa", fantasiosa rilettura del modello trap.

Come fu per “Playlist”, il limite rimane quello di non essere di fronte a un album, ma a una raccolta di brani che pescano un po’ dove capita: spesso accontentano i fan di vecchia data, ogni tanto ammiccano al pubblico più giovane, altre volte propongono un credibile Salmo più intimista, riflessivo e cantautorale. Il successo è assicurato, perché sul menù c’è qualcosa di appetitoso per (quasi) tutti, ma questo sesto album non trova il coraggio di scegliere. Se non è il fallimento ironicamente suggerito dal titolo, non è neanche un trionfo che pure sarebbe nelle potenzialità del rapper sardo.

(02/10/2021)

  • Tracklist
  1. Antipatico
  2. Mi sento bene
  3. Criminale
  4. Ghigliottina (featuring Noyz Narcos)
  5. In trappola
  6. La chiave (featuring Marracash)
  7. Kumite
  8. Che ne so
  9. YHWH (featuring Gué Pequeno)
  10. Hellvisback 2
  11. A Dio
  12. Fuori di testa
  13. Marla
  14. L'angelo caduto (featuring Shari)
  15. Vivo
  16. Flop!
  17. Aldo ritmo

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