"Quiet Life", originariamente pubblicato nel dicembre del 1979, è il terzo album dei
Japan, quello che trasmutò dei "post-punk
glam rocker" in
new romantic, novelli profeti del futuro sintetico. I germi di tale evoluzione erano già ben individuabili nei due lavori precedenti, ma soltanto con brani come "Quiet Life" (la
title track) la band di
David Sylvian indica inconsapevolmente la via da seguire a chi negli anni successivi saprà monetizzarla ancor meglio,
Duran Duran in primis, pur se con minor spessore artistico. I Japan furono dei maestri, degli apripista, che dimostrano - a loro volta - di aver saputo prendere diligentemente appunti dalle lezioni dei
Roxy Music ("Fall In Love With Me", con sugli scudi il memorabile basso dell'indimenticato
Mick Karn) e di
Ryuichi Sakamoto (il leggiadro pianoforte di "Despair", al quale si sovrappone un sax molto notturno).
Ed è qui che si snocciola la vera arte del gruppo, nell'elaborare atmosfere sofisticate, un
mood difficilmente replicabile da altri, come accade - di nuovo - fra le pieghe di "In Vogue", con quegli intriganti e misteriosi scenari da
spy-story. I Japan rivolgono lo sguardo al passato attraverso l'omaggio ai
Velvet Underground confezionato con la personale versione di "
All Tomorrow's Parties", ma già sono proiettati al futuro: la malinconica e struggente "The Other Side Of Life", in bilico fra
Ferry e
Bowie, delinea scenari che anni dopo germoglieranno nell'ambiziosa e autorevole
carriera solista di Sylvian.
L'estetica influenzata dall'Oriente giocò un ruolo importante, caratterizzando la band in maniera forte, sia nel paese del Sol Levante, dove aveva acquisito consensi di rilievo sin dal primo disco, sia qui in Europa, dove un successo più vasto arriverà però soltanto con il successivo "
Gentlemen Take Polaroids".
Oltre alla
tracklist originale, rimasterizzata per l'occasione, nel
box set celebrativo vengono raccolte diverse versioni remix, confezionate fra il 1979 e il 1983. Alcuni brani si ripetono più volte: sarebbe bastato lasciare le
extended version, evitando le
edit realizzate per i 7 pollici. Sfilano non soltanto le canzoni inserite in "Quiet Life", ma anche "European Son", "I Second That Emotion", la strumentale "A Foreign Place" (già
bonus nella
reissue del 2001) e la fortunata "Life In Tokyo", singolo realizzato con lo zampino risolutivo di
Giorgio Moroder. Oltre a questo, ulteriori quattro canzoni riprese dal vivo in Giappone, più un intero live, di qualità non eccelsa, registrato il 27 marzo 1980 al Budokan di Tokyo, con numerosi brani estratti anche dai precedenti "Obscured Alternatives" e "Adolescent Sex", e un pubblico che si percepisce come particolarmente presente.