The Bronzed Chorus - Summering

2016 (Doubleplusgood Records)
math-rock

Dare nuova linfa a un genere e a uno stile tanto circoscritto e categorico come il math-rock non è cosa semplice e lo deve essere ancora meno quando a cimentarsi in tale impresa è un semplice duo. Nell’ultimo decennio non in troppi hanno avuto fortuna in questo campo. Se escludiamo i progetti più estremi e comunque quelli in cui il math è solo una minima componente del tutto (pensate agli Shellac, Marnie Stern o i Lightning Bolt. ad esempio), gli unici che si siano tirati fuori dalla melma della ridondanza sono davvero pochi; i Battles sicuramente, gli unici per cui la fortuna non è stata solo qualitativa ma anche di riscontro del pubblico, le giapponesi tricot e davvero pochi altri.
Tra questi, probabilmente potremo inserire (lo confermerà il tempo) il duo di Greensboro, Brennan O'Brien (batteria, tastiere) e Adam Joyce (chitarra), capace di tirare fuori da quella materia stantia un sound appassionato e trascinante, eufonico ed equilibrato. I brani sono tutti una perfetta miscela di melodie chitarristiche (la voce è totalmente assente) semplici e incisive, ottimamente incastonate in una sezione ritmica vivace. Chi ha avuto la fortuna di apprezzare i precedenti lavori di The Bronzed Chorus, tra cui l’ultimo Ep “Gleaning” del 2011, troverà i nostri in splendida forma, certamente all’apice della loro non troppo lunga carriera.

Inutile soffermarci sulla capacità di dare forza alle peculiarità stranote del math, tra cambi di ritmo, tempi dispari, e via discorrendo. Ciò che colpisce già dall’iniziale “Don’t Go To That Pool Party” è la dimestichezza con la quale le melodie si insinuano tra le note in continuo movimento e i tempi in incessante variazione, scatenando crescendo emotivi straordinari che esplodono nella successiva “Books”, quando è soprattutto il lavoro di Brennan O'Brien a mettersi in luce, creando atmosfere tanto eteree quanto danzerecce.
Si cambia registro già con “Cowabunga, Ohio” e qui il solito O’Brien decide di trasportarci più a sud del continente aiutato da Joyce a costruire una piramide ritmica ingente e poderosa. Non c’è solo capacità di scrittura e conoscenza della materia prima in questo “Summering”, ma anche tanta tecnica, messa in mostra per tutta la tracklist ma con particolare enfasi in “Tin Roof Burrito”.

Una delle cose più interessanti di tutto l’album è la capacità di passare con naturalezza da momenti meditativi ad altri nevrotici, non solo da un brano all’altro ma anche dentro lo stesso pezzo. Passaggi che non suonano mai come forzature (“How Gooda Friends Are Ya?”, “Rodeo Rodeo”) anche quando la vena spirituale si fa sovrabbondante, quasi a spaccare il disco in due parti similari e dissimili al tempo stesso (“It Snow Here Forever”).
Sotto l’aspetto tecnico, assolutamente da approfondire il brano “Hounds Of The Barrier”, più semplice del già citato in precedenza per medesima questione ma proprio per questo ancor più interessante. A chiudere l’album, dopo la sorta d’intermezzo “Decollage”, uno dei pezzi che meglio mostrano l’ampio spettro stilistico di The Bronzed Chourus, “Widdley Wah (‘Til The Break Of Dawn)", math rock ballabile, esagerato, potente che s’interrompe all’improvviso quasi a suggerire l’assenza di una fine.

“Summering” è un ottimo disco di una band che ha solo da migliorare e ha dimostrato di sapere come fare proponendoci un lavoro interamente strumentale, senza troppi fronzoli, basandosi su un genere ben definito, eppure costruendo una struttura colossale e variegata, capace di spaziare tra i generi (post-rock, alternative-dance, dream-pop) senza perdere di vista il punto di partenza.
L’irrequietezza della sezione ritmica e il talento melodico e chitarristico sono solo alcune delle grandezze di questo disco nostalgico eppure proiettato in un futuro in cui spero possa rappresentare un nuovo classico del math.

Tracklist

  1. Don't Go To That Pool Party
  2. Books
  3. Cowabunga, Ohio
  4. Tin Roof Burrito    
  5. It Snows Here Forever
  6. How Gooda Friends Are Ya?
  7. Hounds Of The Barrier
  8. Rodeo Rodeo
  9. Decollage
  10. Widdley Wah ('Till The Break of Dawn)


The Bronzed Chorus sul web