Dopo il breve Ep di cinque brani "
Black Magic Man" ristampato pochi mesi fa, i fiorentini Psychedelic Witchcraft pubblicano "The Vision", quello che è - a tutti gli effetti - il loro primo Lp. La strada intrapresa è sempre la stessa del precedente Ep, quella di uno
heavy-psych-rock con spiccate venature esoteriche tipiche di band come i
Coven, i
Black Widow, i Leaf Hound, fino a sonorità tanto dure da rimandare ai
Black Sabbath.
La mente del gruppo è la cantante Virgina Monti, artefice di tutto il progetto, appassionata di rock esoterico e di cinema horror degli anni Sessanta e Settanta, in particolare dei super-classici della indimenticabile Hammer Film, casa di produzione cinematografica britannica capace di lanciare attori del calibro di Christopher Lee e Peter Cushing. A lei si aggiungono Riccardo Giuffrè al basso, Jacopo Fallai alla chitarra e Mirko Buia alla batteria.
Persiste il gusto della riscoperta e della rivalutazione di una stagione ormai finita, che non viene mai contaminata con nulla che sia successivo ai primi anni Settanta. Tutti i
riff sono tipicamente
seventies a partire da brani come "A Creature" o "Different", molto simili a quelli presenti nel primo Ep. L'
intro di "Witches Arise" non può non rimandare al
primo album dei Black Sabbath, così come "Demon Liar" nella sua asprezza e nei suoi assoli acidi ci conduce in un'immersione nell'heavy-psych più energico.
Gli altri brani continuano in direzione analoghe con l'eccezione della
ballad "The Only One That Knows", dello stoner-rock di "War" e del notevole acid-rock del finale "Magic Hour Blues", ottimo blues ad alto tasso psichedelico, dilatato e nostalgico, che renderebbe felici Jerry Garcia e i
Grateful Dead.