Arriva da Minneapolis uno degli esordi più freschi di questa torrida estate. A confezionarlo è il trio composto dalla carismatica Kerry Alexander (voce e chitarra), Chris Hoge (batteria) e Noah Boswell (basso), in arte Bad Bad Hats, attivo dal 2010 ma esordiente sulla lunga durata soltanto oggi per la concittadina Afternoon.
Nonostante un titolo abbastanza fuorviante, “Psychic Reader” ha ben poco a che fare con certe sonorità acide che sono tornate per la maggiore. Il terzetto del Minnesota è invece autore di cristalline pop song che immergono le loro radici principalmente negli anni Novanta, a cominciare dal timbro agrodolce della bionda Kerry, memore talvolta di una Alanis Morissette (la ballad “Things We Never Said”) o persino di una Nina Persson (“Psychic Reader”, “Fight Song”), finendo col fare sembrare il tutto una copia fedele dei Metric (“Cruella”, “All-Nighter”).
È d'altronde evidente che questa raccolta offre il meglio di sé all'inizio di una scaletta comunque sempre all'altezza: “Midway”, con la sua aria sbarazzina, sfodera un notevole appeal radiofonico, “Shame” si lancia in quella che potrebbe avvicinarsi all'idea di punk per il combo americano e “Joseph” si candida ad accompagnare le lunghe giornate estive.
Insomma, se da un lato va ammesso che non c'è nulla di davvero innovativo nel sound dei Bad Bad Hats, d'altro canto è indubbio che i tre sappiano il fatto loro in materia di scrittura, e lo dimostra questa scaletta di dieci brani che scivolano senza intoppi l'uno dopo l'altro, tra un ritornello calibrato e un riff rock. E per ora va bene così.