Metric

Synthetica

2012 (self-released) | pop-rock-wave

Fra le band fedeli alla linea dell'autoproduzione, i canadesi Metric sono uno dei nomi di maggior successo commerciale e che più hanno impressionato la critica, specie in quello che è considerato il miglior risultato, "Live It Out", secondo loro parto risalente al 2003. "Synthetica" arriva a tre anni di distanza dal precedente "Fantasies", che già li aveva proiettati dall'equilibrata delicatezza dei primi lavori verso lidi vicini al dancefloor, convincendo a dire il vero non del tutto, e riparte esattamente da quei territori, applicando al sound della band quella svolta, già presagibile dal titolo, che pare aver contagiato gran parte degli indie-waver (Editors, Franz Ferdinand, Arctic Monkeys).

Fuori dunque ogni forma d'intimismo e dentro, in gran quantità, sintetizzatori, tastiere, ritmi sincopati e melodie pompatissime, pur senza rinunciare a matrici rock di totale provenienza wave (la chitarra di Shaw sempre più in debito con Robin Simon); il tutto coagulato da un'(auto)-produzione mai così sfacciatamente mainstream, mai tanto simile a quella delle popstar di maggior successo dei nostri tempi. Ma guai a lasciarsi alle spalle la passione per il rock che fu, e dunque il revival, dapprima fra i loro maggiori segni distintivi, non viene certo accantonato: così la voce di Emily Haines è sempre più sulle trame di Debbie Harry, e l'unico featuring del disco vede protagonista niente meno che Lou Reed.

Ci ritroviamo quindi fra le mani brani dalla gran forza, con riff potenti e sgraziati e la voce di Haines a disegnare scenari mai così squisitamente vintage, poco distanti dai Cranberries più rockettari. È il caso di "Youth Without Youth", trascinante singolo di lancio, della tirata e ritmatissima "Speed The Collapse", dell'appiccicosa e acida title track, futuro singolo di successo assicurato, e della conclusiva "Nothing But Time", elettro-rock cosparso in ogni suo suono di tinte eighties. L'elegante, "antica" magniloquenza riesce a far capolino qua e là, circondata però dall'attitudine pop che sommerge il disco: ne sono esempi "The Void", di nuovo ricca di richiami alla O'Riordan, così come ai Cardigans di "Gran Turismo", "Breathing Underwater", ovvero i Coldplay di "Mylo Xyloto" e gli U2 più wave interpretati con voce femminile, e la dolce ballata "Clone", il momento più rilassato dell'intero album.

I risultati migliori corrispondono però agli episodi meno canonici, ovvero l'iniziale, bellissima ninnananna dark di "Artificial Nocturne", dalle cui spalle spunta massivamente la Sinead O' Connor più sognante, e il veloce shoegaze di "Dreams So Real", l'applicazione dell'elettro-pop ai Jesus And Mary Chain. Della stessa pasta è anche la collaborazione con Lou Reed, che di suo in "The Wanderlust" mette solo l'ormai inconfondibile e profondissima voce, lasciando a rassicuranti e graziosi sintetizzatori in loop il ruolo di cospargere il brano di sublime e minimale delicatezza.
L'unico scivolone di un album solido e compatto arriva con il solo, vero tentativo di adattamento all'r'n'b danzereccio attuale dominatore della scena mainstream: "Lost Kitten" è un vero e proprio pesce fuor d'acqua, un brano che ci esalterebbe vedere partorito dalle star del momento, ma che nel complesso non regge il confronto con il resto del materiale, adagiandosi su una melodia piuttosto scontata e sulle ritmiche che ormai ci assillano in ogni brano trasmesso dalle radio.

I Metric escono rinvigoriti dalla cura elettronica, molto più di quanto quella dance avesse reso in "Fantasies": questo nuovo lavoro, pur ancorandosi a cliché ormai ultra-cavalcati, s'inserisce al meglio, facendo anche una gran bella figura, nell'universo pop del nuovo millennio.
Non ci si aspetti niente, e questo va specificato, in grado di far sussultare per freschezza e novità: ma l'ingrato compito di appagare i fan di vecchia data ancorati al revival e tentare contemporaneamente una svolta pop è assolto al meglio.

(10/06/2012)

  • Tracklist
  1. Artificial Nocturne
  2. Youth Without Youth
  3. Speed The Collapse
  4. Breathing Underwater
  5. Dreams So Real
  6. Lost Kitten
  7. The Void
  8. Synthetica
  9. Clone
  10. The Wanderlust (feat. Lou Reed)
  11. Nothing But Time
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