LE CAPRE A SONAGLI - Il Fauno

2015 (Autoprod.)
new wave

Partiti come Mercuryo Cromo, i cui “Nuovi Colori” (2005), “Mercuryo Promo Ep” (2008) e “Tormenta” (2009) sono album di grunge cantautoriale appena contaminato di funk, competente ma dozzinale, Stefano Gipponi, Matteo Lodetti, Enrico Brugali e Giuseppe Falco cambiano nome a inizio decennio in Le Capre A Sonagli. Il primo Ep omonimo del 2011 è ancora memore della passata esperienza, ma il debutto “Sadicapra” (2012) è un primo passo verso la creazione di un linguaggio armonico originale, a partire dal canto inintelligibile.

La trasformazione è completa, e pure sorprendente, in “Il fauno”. Le anime estinte di Syd Barrett, di Don Van Vliet e del fondatore dei Residents (chiunque esso sia) lo animano e lo orchestrano.

Gli intermezzi per voce grottesca recitante e campionamenti concreti sono già parte integrante del programma, come conclusione enigmatica dei stringati brani, dalle danze tribali per urla scimmiesche e formule inventate (“Ciabalè”, ma ancora più densa, stregata e cosmica è “Pausa pranzo”), cantilene di voci folli e fischietti impertinenti (“Demonietto all’organetto”), cerimoniali di richiami equatoriali sbiaditi (“Giù”).

L’unica concessione allo psych-pop gioviale, peraltro eseguito con invidiabile eleganza, “Nonno Tom”, è comunque seguita dalla filastrocca cubista tentennante di “Uhaah!”, da un caos di finte pose glam e baccano elettronico come “Anatra”, e dalla più dadà di tutte, “Bobby Solo”.

I quattro poi affidano un doppio (anti-)spettacolare finale dapprima a una maestosa marcia medievale disturbata da mugolii in crescendo, “Joe”, e poi da una jam techno-rock osteggiata da una miriade di campionamenti, “Goo Porcaputtana”.

Pensato per un mediometraggio d’animazione e snocciolato in quattro piccole suite (“Piccolo di Joe Koala”, “La suite del demonietto”, “…e ci si buttò”, “La fuga del cavallo defunto”) che dovrebbero accompagnare a programma l’ascolto, ma più lo deragliano. Il colpo di genio delle loro non-composizioni non è tanto l’addizione ma la sottrazione, nel mantenerle allo stadio larvale, o proprio palesemente, causticamente incompiute. Il fiocco sul regalo è invece il canto geneticamente modificato, o inventato di sana pianta. Un difetto? Fin troppo breve.

27/03/2015

Tracklist

  1. 1. Celtic
  2. 2. Ciabalè
  3. 3. Tre e 37
  4. 4. Demonietto all’organetto
  5. 5. Serpente nello stivale
  6. 6. Giù
  7. 7. Nonno Tom
  8. 8. Uhaah!
  9. 9. Slow
  10. 10. Pausa pranzo
  11. 11. Anatra
  12. 12. Bobby Solo
  13. 13. Joe
  14. 14. Goo Porcaputtana

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