Lower Plenty - Hard Rubbish (ristampa)

2013 (Fire Records)
lo-fi

Grazie alla Fire Records giunge a un'audience più vasta la proposta sonora degli Australiani Lower Plenty, quasi un supergruppo formato da musicisti che provengono da altre band, quali Deaf Wish, Total Control, UV Race e The Focus. Il collettivo lo-fi aveva pubblicato un primo progetto solo su cassetta, poi era approdato al primo album su CD, con un sound abbastanza originale costruito su un set di due chitarre, batteria, percussioni e quattro voci.

“Hard Rubbish” (ora ripubblicato con un bonus cd che include l’esordio “Mean”) dura appena 23 minuti, un breve ma intenso flusso malinconico svogliato e indolente, che a volte sembra uscire dai primi Psychic Tv (“Work In The Morning”) o dai Velvet Underground (“Dirty Flowers”), con un gusto agrodolce che sembrava perduto in molta musica lo-fi degli ultimi anni.
Quel distratto insieme citazionista di country-psych (“Nullarbor”) e underground (“How Low Can A Punk Get?”) resta infatti sempre rarefatto e disturbante, mentre la dolcezza appena accenata in “White Walls” non lascia dubbi sulla identità stilistica del gruppo, una riscossa della bassa fedeltà più pura e scontrosa.

E' una musica che agita immagini che sembrano scattate furtivamente da una polaroid, che ruba pezzi a emozioni e frammenti di solitudine (il romanticismo devastante di “Friends Wait”) senza cercare spiragli di luce (si ascolti la catarsi finale di “Close Enough”) ma ignorando la prevedibile estremizzazione depressiva, anche quest’ultima possibile solo con uno sforzo emotivo che i Lower Plenty amabilmente evitano.

Molto clamore accompagna sulla stampa la pubblicazione internazionale dei loro due album. Contraddicendo il buon Shakespeare: "Molto rumore, ma non per nulla".

Tracklist

  1. Work In The Morning
  2. Strange Beast
  3. Dirty Flowers
  4. Nullarbor
  5. Grass
  6. Friends Wait
  7. How Low Can A Punk Get
  8. White Walls
  9. Close Enough