Dolina - Dolina

2011 (Treue um Treue)
coldwave, synth-wave

Dopo la presenza nella compilation "Circuit D'actes" (La Forme Lente, 2010), insieme, tra gli altri, ai canadesi Automelodi e ai brutal waver Frank (Just Frank), il trio franco-belga debutta finalmente per la label tedesca Treue um Treue, già famosa nel proprio piccolo per interessanti uscite sui versanti new beat, minimal e synth pop.

Seguaci di un ricordo denso e monocromatico della coldwave di gruppi quali Trisomie 21 e Die Bunker, i nostri concepiscono un album grottesco e plastificato. Dopo un'"Ouverture" marziale e telegrafica, si evidenzia una linea stilistica tra la chillwave più profonda e una malinconia noir, sfumata, ben realizzata dal cantato femminile in francese in "Fear". In una versione psicopatica dei cortometraggi dei fratelli Lumière si esaltano i rimandi alla minimal wave più cruda e ansiogena ("Le Monde Exterieur"), senza disdegnare incursioni nel primo EBM ("Sun Backwards" e "Bunker") o in una distorsione spaziale di suoni dilatati, a cavallo tra rumore e contemplazione ("Sorrow" e "Intermede").

L'esordio dei Dolina è un disco che si muove in movimenti allungati, in cui ogni composizione si trascina in quella seguente con la volontà di non tralasciare niente, di non chiudere mai un'immagine in maniera chirurgica, lasciandola piuttosto a un suo naturale decadimento.
Una morte naturale che soffre delle tentazioni citazionistiche della dark wave classica ("All Of Me") ma che si rialza nella sua ironia grottesca.
La finale "Hanging Song" è esecuzione macabra e maliziosa di bambole spezzate su un palco illuminato di taglio. A favorire il contrasto tra luce e ombra.

Un disco sicuramente derivativo di un mondo stilistico già espressosi nel corso del tempo, ma che si mostra con una forza espressiva che trascende il semplice tributo e permette un discorso approfondito.

Dolina sul web