Broken.Heart.Collector - Broken.Heart.Collector

2011 (Discorporate)
art-rock, avant-rock
Il progetto Broken.Heart.Collector nasce dall'incontro tra i noisers austriaci Bulbul, la conterranea clarinettista Susanna Gartmayer e la flautista-vocalist slovena Maja Osojnik (tra le altre cose, titolare del progetto Rdeca Raketa insieme con Matija Schellander). Seducente e molto creativo, questo omonimo esordio, pur se all'incrocio di esperienze anche piuttosto distanti, riesce nell'impresa di sintetizzare alla grande l'anima mitteleuropea con l'improvvisata, i retaggi noise con sprazzi di free-rock e scampoli di avant-jazz con una forma-canzone evoluta e "progressiva". Bilanciando passione e cerebralità, il quintetto inscrive, così, il suo nome nel libro delle grandi promesse della scena europea.

Ci voglio circa quattro minuti e mezzo perché la voce della Osojnik si materializzi, dando un senso al diffondersi ermetico ma minaccioso di un enigmatico peregrinare ambient-jazz. È il recital fantasmatico di "Love Reclamation Song": campi deserti che si perdono a vista d'occhio, simboli sparsi di minacce incombenti, un continuo bilanciarsi di pieni e di vuoti ma anche stacchi improvvisi, fughe repentine verso l'anomalia (nel caso specifico, un'inattesa coda metal). L'anima del disco sta tutta nel dissidio feroce tra strutturazione e de-strutturazione, muovendosi tra gli estremi opposti di "Another Heart Bites The Dust" (eccellente jazz-ballad "mutante" dall'anima chansonnier), "Eisenwalzer" (pensate ad una variante industriale della Bozulich), "Get The Dog" (p-funk scalpitante) e quelli delle perlustrazioni dell'ignoto di "The Average Weight Of Love" (con declivi di piano preparato e lugubre assolo di clarinetto), dell'odissea introspettiva a mo' di marcia funebre di "Boatwischmusik" (in cui si fa sentire anche lo stigma del blues) e quella sbilenca e rumorosa di "Eckig", fino all'ibrido no-wave/free-jazz di "Cestni Crv".

Il grande ricettacolo di questa prova così sfaccettata è una "Wolves" che spinge la dimensione "progressiva" verso livelli estremi, racchiudendo, tra ormeggi cameristici, ascese pop, belligeranze impro-metal, delirium tremens artistoidi e barbare zuffe degne di Peter Brötzmann.
Fatevi spezzare il cuore...

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