Con il suo terzo album la band di Seattle guidata dal bassista Blake Madden porta avanti il proprio discorso psichedelico di scuola Flaming Lips/ Mercury Rev (forse anche Deerhunter), coniugando in maniera affascinante lo shoegaze rarefatto di casa 4AD con sofisticatissime ambientazioni sci-fi cinematiche degne di Vangelis o di un John Barry. Intensi crescendo sinfonici ("Lonely Islands" ne è un esempio perfetto) si lasciano baciare da trame melodiche in odore, a tratti, anche di certa new wave più plumbea, andando a comporre la colonna sonora di un immaginario spy-movie fantascientifico che non sarebbe affatto dispiaciuto a Douglas Adams.