Sunset - Loveshines but the Moon Is Shining Too

2010 (Autobus)
pop psichedelico
Lontanissimo dalle visioni trascendentali di “Bright Blue Dream”, Bill Baird è, a conti fatti, autore di un delizioso per quanto innocuo pop-psichedelico dalle tinte folk.

Quelle di "Loveshines But The Moon Is Shining Too" sono per lo più marcette propulse dal pianoforte, nelle quali il sole dell’estate fa il paio con le ombre di un animo inquieto, troppo innamorato dei ricordi per accorgersi veramente del presente, figurarsi della possibilità del futuro! Niente di nuovo, insomma, soprattutto se si conosce il precedente “Gold Dissolves To Gray”, anche se lì ancora resistevano infatuazioni lisergiche ben più marcate. In ogni caso, qualitativamente parlando, le tredici tracce qui presenti mantengono dignitosamente alto il vessillo del compositore texano.

C’è un’aura old-style che, da cima a fondo, stringe l’opera in un corto-circuito temporale. Così, se il folk obliquo di “Loveshines” è Syd Barrett in visita ai Beach Boys più malinconici e “Lunar Eyes” è un’istantanea altezza 1967, “Late Nigh Dawning” (con la voce di Crystal Fulbright in bella evidenza), “Dusty Diamonds” e “Moonlight” hanno qualcosa di Randy Newman, mentre in “Early Mornings” e “The Moon Is Shining Too” è il lato più orchestrale e cameristico a manifestare questa corrispondenza d’amorosi sensi con il tempo che non c’è più ma che, pure, continua a lanciare segnali da lontano…

Per chi segue con affetto le sorti di Baird, questo è, insomma, un disco gradevolissimo e non privo di qualche momento veramente riuscito.

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