Jens Lekman ha fatto scuola?
Parrebbe di sì, se succede che migliaia di miglia lontano dalle
notti di Kortedala, nell'americano Mississippi, spunta fuori un altro bizzarro
crooner con i meravigliosi anni 50 nella testa e tanta voglia di stupire divertendosi e divertendoci con del bel pop in sapor d'antiquato ma con spirito moderno e giocoso.
Dent May, con il suo papillon e gli occhialoni da vista, lo diresti
nerd al fianco di Napoleon Dynamite e invece ci sa fare lui con
his magnificent ukulele.
Già dal "Welcome" iniziale, giocato con voci sovrapposte alla maniera del maestro
Brian Wilson, s'intuisce il tono del disco, il pop
old-fashioned di Lekman, con arrangiamenti un filo meno orchestrati ma sempre con gran uso di fiati ("Oh, Paris!, "Love Song 2009") e coretti
doo woop ("At The Academic Conference") accompagnati a un carattere spesso scherzoso, come nell'allegro country-pop di "You Can't Force a Dance PArty", nella dedica di "God Loves You, Michael Chang" o nella divertente ballata "I'm An Alcoholic".
Sempre con il suo fido ukulele in primo piano a farla da padrone, l'occhialuto May guarda spesso anche alla Gran Bretagna, lo s'intuisce dall'apparenza
smithsiana di "College Town Boy" o in quelle "Howard" e "Girl On The Square" che ricordano certi lavori del vecchio
Billy Bragg.
Disco piacevole e divertente, intriso di un
mood malinconico ma non triste, pieno di pop creato con bravura e simpatia in egual misura, "The Good Feeling Of Dent May & His Magnificent Ukulele" è un bel presente con ottime previsioni per il futuro.